Nelle foto: sopra, un pannello dell’impianto pilota di Gela e, sotto, il supercomputer Hpc5
Nelle foto: sopra, un pannello dell’impianto pilota di Gela e, sotto, il supercomputer Hpc5

Neutralità carbonica nel lungo termine, modello per l’eccellenza operativa, alleanze per lo sviluppo locale. Sono queste le aree prioritarie identificate dal 14° Rapporto di sostenibilità di Eni. Per una grande azienda energetica che opera in 66 Paesi specialmente il primo obiettivo è una sfida complessa, che necessita di tempo e determinazione per essere raggiunta.

L’ad Claudio Descalzi (nella foto nel tondo) riconferma l’impegno in questa direzione della azienda che guida. "Il momento storico che stiamo attraversando sta mettendo sul nostro cammino sfide complesse, ma siamo convinti che dalle difficoltà possano nascere nuove opportunità. Gli impegni che abbiamo preso per portare avanti il processo di trasformazione sono ancora più forti oggi, così come la nostra determinazione al contrasto del cambiamento climatico".

"L’intensità delle emissioni di gas a effetto serra nelle nostre operazioni upstream – osserva Eni – si è ridotta del 27% rispetto al 2014 ed è in linea con l’obiettivo al 2025, che prevede una riduzione del 43% rispetto al 2014. Le emissioni fuggitive di metano mostrano un calo del 44% rispetto al 2018. La riduzione conseguita ha permesso il raggiungimento con 6 anni di anticipo del target al 2025 di riduzione dell’80% rispetto al 2014".

Nell’ambito Ricerca e Sviluppo, Eni ha poi depositato 34 nuove domande di brevetto, di cui 15 mirate direttamente allo sviluppo di tecnologie nel settore delle fonti rinnovabili (biocarburanti e solare).

La strategia Eni punta a ottenere la riduzione del 30% al 2035 e dell’80% al 2050 delle emissioni nette (oggi 537 milioni di tonnellate di Co2 ) riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3, (oltre la soglia del 70% indicata dalla IEA nello scenario SDS compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi) e del 55% dell’intensità emissiva rispetto al 2018. Per centrare questi obiettivi Eni ha in programma la progressiva riduzione della produzione di idrocarburi, principalmente nella componente oil, dopo il 2025 e la crescente incidenza delle produzioni gas: il mix produttivo avrà una componente gas del 60% al 2030 e di a circa l’85% al 2050.

Il gas viene quindi visto come combustibile di elezione nella fase della decarbonizzazione. Eni prevede anche di focalizzarsi sulla commercializzazione di prodotti equity e la progressiva riduzione della commercializzazione di gas non equity, la conversione delle raffinerie europee in impianti alimentati con cariche bio o alternative, per la produzione di idrogeno, metanolo, biometano e prodotti dal riciclo di materiali di scarto. Sul fronte dell’economia circolare la trasformazione di Eni è partita dal settore della raffinazione, con la prima riconversione al mondo di una raffineria tradizionale in bioraffineria, a Venezia, attraverso l’utilizzo di tecnologie proprietarie seguita dalla trasformazione ed avviamento ad agosto 2019 di una seconda raffineria tradizionale in bioraffineria a Gela. Per compensare le emissioni che comunque verranno dal propri idrocarburi, il cane a sei zampe ha poi previsto lo sviluppo di progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 per oltre 10 milioni di tonnellate annue al 2050, con un primo progetto allo studio per l’hub di Ravenna in Italia, dove sarà possibile convogliare nei campi a gas ormai esauriti dell’offshore adriatico la CO2 catturata dai limitrofi insediamenti industriali e di generazione elettrica da gas.

Altro pilastro della strategia di decarbonizzazione Eni sarà il raggiungimento di una capacità di produzione di energia da rinnovabile per almeno 55 GW al 2050: nel prossimo quadriennio è previsto un investimento di 2,6 miliardi di euro e una potenza elettrica installata da fonti rinnovabili di 3 GW al 2023, che salirà a 5 GW nel 2025 con l’ambizione di arrivare a oltre 25 GW al 2035. Eni prevede anche l’espansione delle attività retail con l’obiettivo di conseguire un numero di oltre 20 milioni di contratti di fornitura e distribuire solo prodotti decarbonizzati al 2050. La spesa complessiva prevista nel quadriennio 2020-23 per decarbonizzazione, economia circolare e rinnovabili è pari a circa 4,9 miliardi di euro.