Carlotta Pignatti Costamagna, 27 anni, guida il gruppo Pellan all’insegna di ricerca e sostenibilità
Carlotta Pignatti Costamagna, 27 anni, guida il gruppo Pellan all’insegna di ricerca e sostenibilità

L’hanno ribattezzata «la signora del grafene», perché grazie alla star-tup BeDimensional, ha contribuito alla messa a punto di un materiale di atomi di carbonio che ha la resistenza teorica del diamante e la flessibilità della plastica, che può avere applicazione a moltissimi settori, dalla nautica alla Formula uno, all’automotive che rappresenta una dei settori di maggiore sviluppi dell’area pelle, focus di Fiscatech, l’azienda di famiglia al centro di Pellan del quale lei, Carlotta Pignatti Costamagna, 27 anni, è presidente. Una «millenial» che ha preso le redini del gruppo di famiglia, fondato nel 1964 dal nonno Achille Costamagna con Fiscagomma e Sogetec poi diventati Fiscatech, per guidarlo alle sfide del nuovo millenio.

Ricerca, diversificazione ed innovazione sono state le parole d’ordine con le quali ha puntato per guardare al futuro.

«Abbiamo avvertito la necessità di uscire dal perimetro dell’attività di Fiscatech per trovare nuova spazi in settori diversi e creare sinergie tra le aziende. Un passo importante che ha richiesto anni di preparazione e di investimenti ma che ora ci pone un passo davanti a tutti».

Una grande attenzione è stata riservata alla sostenibilità.

« Per noi il concetto di sostenibilità è assoluto, non limitato cioé al solo prodotto ma anche al processo produttivo, che passa per la riduzione del consumo delle risorse, l’acqua principalmente, e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Per perseguire questi obiettivi abbiamo creato il brand «Rinnova» al quale è stato affidato un ruolo centrale in materia di innovazione e sostenibilità. Grazie alle sinergie tra le nostre aziende abbiamo messo a punto prodotti che, derivati direttamente dal mais, sono il perfetto paradigma del concetto che abbiamo di riusco e circolarità perché consentono di realizzare prodotti davvero eco-sostenibili». E in questa direzione la ricerca continua con obiettivi ambiziosi.

« Il connubio tra innovazione e vero rispetto dell’ambiente è un valore aggiunto introdotto dal suo ingresso nel gruppo. - E innegabile che da parte di quella generazione che viene definita dei «millennials» della quale faccio parte c’è una sensibilità al problema più alta rispetto a quella di chi ci ha preceduto. Ma quello che abbiamo fatto e stiamo facendo è la prova che puntano della giusta direzione, investendo e facendo in modo che le aziende del gruppo lavorino in sinergia tra loro, quegli obiettivi si possono perseguire davvero».

Lei è una giovane imprenditrice che svolge il suo ruolo di «capitano d’industria» in un momento particolarmente difficile della storia economica di questo Paese. Come lo affronta?

«Intanto bisogna sottolineare come le dinamiche siano molto cambiate rispetto al passato. Oggi è fondamentale il lavoro in team, lo scambio di idee, il suggerimento di spunti. Per mia natura sono portata ad ascoltare molto chi lavora con me, tutti collaboratori validissimi, in modo da avere un quadro più dettagliato possibile. Poi, chiaro, sono io che prendo le decisioni. E non sempre è facile. Il ruolo che rivesto porta con sé molte responsabilità ma è anche estremamente stimolante. Porsi degli obiettivi, studiare le strategie per raggiungerli è una grande spinta e quando poi si ottengono la soddisfazione ripaga di tutti gli sforzi».

E proprio per tenere aperto il dialogo con i giovani imprenditori come lei di recente, al meeting dei giovani imprenditori che si è svolto a Capri, ha lanciato il suo blog MyMiWo. A cosa serve?

«Il nome è l’acronimo di My Millennials World ed è una piattaforma che si rivolge espressamente agli imprenditori della nuova generazione, i «millenials» che stanno portando il loro contributo per costruire un nuovo «rinascimento». L’obiettivo è di farne una tribuna virtuale per lo scambio di idee e riflessioni, in particolare sull’impatto che la «rivoluzione digitale» ha avuto nella vita di tutti noi. Aggiungo che mai come oggi è fondamentale avere fiducia nelle start-up, cogliendone il senso profondo: ci sono idee che vanno sviluppate e realizzate. Non tutte sono destinate al successo; se non arriva non si deve drammatizzare né fermarsi davanti al fallimento ma voltare pagina e ripartire. Per questo il nostro punto di vista è quello di valorizzare al massimo la sinergia tra il management aziendale e i ricercatori: solo in questo modo le conoscenze possono essere davvero trasformate in concreti benefici economici».