Un anno positivo, di consolidamento. Tale è stato il 2019 per Almet Italia, azienda specializzata nella distribuzione di semilavorati in alluminio con quartier generale a Bologna. La realtà parte del gruppo internazionale Amari Metals è leader in Italia nel suo settore.

Uno status conquistato anche grazie alle performance del triennio 2016-2018, "periodo di crescita imponente per l’azienda" premette il direttore generale Giovanni Colonnesi. Sviluppo continuo con un occhio alla sostenibilità. "Il nostro impegno nel conseguimento di standard di eccellenza in materia di tutela ambientale, salute e sicurezza sul lavoro – precisa l’azienda – è massimo e costante, come testimoniato dalle relative certificazioni. Tutto il personale è chiamato al sostegno attivo di questa politica: una maggiore sostenibilità va a beneficio degli stessi dipendenti, delle collettività, dei clienti, dei fornitori e degli azionisti".

Intanto Almet Italia ha archiviato un 2019 "in cui siamo riusciti a consolidare gli ottimi risultati ottenuti nelle annate precedenti. Le prospettive per il 2020 – continua Colonnesi – sono buone, anche se diversi sono i fattori di incertezza. Si tratta per lo più di questioni legate agli scenari internazionali. Un esempio è il tema dei dazi e del protezionismo: le potenziali conseguenze negative non ci toccano direttamente, perché il nostro business è rivolto esclusivamente all’Italia".

Tra questi diversi big di svariati settori – dalle macchine automatiche all’automotive, passando per i trasporti navali e ferroviari – che fanno proprio dell’export un fiore all’occhiello. "Ci rivolgiamo non solo alla grande industria, ma anche alle realtà che per quest’ultima lavorano. Forniamo i terzisti e siamo in grado di coprire l’intera filiera.

Le regioni settentrionali hanno il peso più rilevante nel nostro giro d’affari, perché in quelle c’è più densità di imprese. Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono trainanti anche per noi e rappresentano le aree dalle quali ci aspettiamo lo sviluppo maggiore in futuro". L’azienda è strutturata in tre filiali, ognuna delle quali segue una determinata zona. A Bologna ci sono la sede, uno stock centrale di materiale e una filiale alla quale fa capo l’area adriatica. Le altre sono a Firenze (per la zona tirrenica) e a Treviglio (per il Nord, il Piemonte e il Triveneto). "La nostra forza è la capillarità, una strategia che si è rivelata nel tempo vincente. Fondamentale per noi è l’attività svolta a Bologna, dove ci sono le funzioni centrali e quello che noi chiamiamo centro metalli: ogni filiale ha un proprio stock di materiale, ma in caso di necessità può attingere da quello centrale del capoluogo emiliano. Questo sistema ci consente di avere una profondità e un’ampiezza di gamma che non hanno eguali".

Almet Italia, che vanta un fatturato di circa 60 milioni di euro, dà lavoro a un centinaio di persone. L’azienda ha sempre cercato di dare importanza alla crescita qualitativa delle risorse umane, con una formazione continua del personale attraverso programmi mirati. È un tratto distintivo, l’attenzione alla persone. "Vale anche per i nostri clienti – osserva Colonnesi – con i quali si instaura un vero e proprio rapporto di partnership". Per il futuro c’è fiducia nonostante i diversi problemi, ultimo dei quali l’emergenza legata al Coronavirus. "Di natura sono ottimista – conclude il manager – e sono convinto che, dopo qualche mese duro, ci sarà un periodo positivo".