Giovedì 16 Maggio 2024

Catania, “ho la pistola e l’ammazzo”: minaccia la convivente davanti ai carabinieri, arrestato

L’uomo, un 42enne, è finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Accusato di maltrattamenti, è stato denunciato dopo anni dalla donna. Le frasi choc

Catania, 3 maggio 2024 – Maltrattamenti e minacce verso la convivente. Con queste accuse un uomo di 42 anni è stato arrestato dai carabinieri di Catania e messo ai domiciliari con il braccialetto elettronico. La vittima e i figli ora vivono in una struttura protetta.

Catania: 42enne arrestato per maltrattamenti e minacce alla convivente
Catania: 42enne arrestato per maltrattamenti e minacce alla convivente

Le frasi choc davanti ai carabinieri

Gli stessi militari sono stati testimoni del clima di terrore nel quale viveva la donna. “Ora me la dovete portare altrimenti l'ammazzo davanti a voi altri, non vi preoccupate che io la pistola ce l'ho, portatevela che sennò la trovate morta stasera”, ha gridato il 42enne di fronte ai carabinieri.

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“Anni di umiliazioni e minacce”

Secondo quanto ricostruito fino ad oggi dagli investigatori, la donna, 40enne, subiva umiliazioni e minacce da anni. Soltanto a gennaio, temendo per se stessa e per l’incolumità dei figli, si era decisa a denunciare il convivente.

Le parole della procura

Scrive la procura di Catania: “Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, in uno stato del procedimento nel quale non è ancora intervenuto il contraddittorio con l’indagato, hanno fatto luce sulle condotte messe in atto dall’indagato nei confronti della convivente, una 40enne del posto, sin dal dicembre 2015. La vittima, sottoposta negli anni ad un regime di vita vessatorio e umiliante, caratterizzato dalla denigrazione della sua persona e dal timore per la sua incolumità e per quella dei suoi figli, a fine gennaio scorso ha deciso di denunciare, riferendo ai Carabinieri di Aci Catena di essere stata abitualmente vittima di insulti, minacce e violenze da parte del convivente il quale, in più occasioni, avrebbe addirittura minacciato sia lei che la figlia maggiore che le avrebbe mandate a prostituirsi a Catania per portare i soldi a casa”.

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