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14 giu 2022

Quell’utopia in rosa che cambia i canoni della moda maschile

14 giu 2022

di Lapo Cianchi*

A Pitti Uomo – arrivano uomini eleganti. Alcuni per mestiere o divertimento, altri perché non ne possono fare a meno, altri ancora per vanità. Ma non arrivano solo eleganti gentlemen. Sono infatti molte le donne che conquistano la scena. Nell’edizione che si apre oggi la centralità del soggetto femminile nel mondo della moda uomo trova ulteriori conferme, poiché ospitiamo due influenti designer donne, di diverse generazioni, entrambe riconosciute per il loro contributo all’evoluzione della moda maschile e al dibattito sull’identità maschile.

L’ospite d’onore è Ann Demeulemeester, che cura in Stazione Leopolda un allestimento antologico del suo lavoro, una storia iniziata quarant’anni fa ad Anversa e oggi valorizzata dal nuovo corso avviato dopo l’acquisizione del brand da Claudio Antonioli. Di Ann abbiamo ammirato lo spirito autentico e la sensibilità anticipatrice verso i costumi e la cultura del suo tempo; amato le affinità elettive con star del rock come Patti Smith, i Velvet Underground e PJ Harvey; invidiato la casa disegnata da Le Corbusier e forse per questo scambiato il suo elegante bianco e nero per concessione alla moda minimal… E invece il suo era ed è tuttora – basta vedere le collezioni di ceramica – un talento visionario che rifiuta l’omologazione e che, proprio per questo, ha lavorato sull’androginia, smontando e rimontando i capi secondo criteri di genere che lei stessa contribuiva a formare: romantici, distaccati e rock.

Grace Wales Bonner, che presenta un ambizioso progetto a Palazzo Medici Riccardi, fa parte invece di una nuova generazione di talenti della Gran Bretagna. Conosciamo il suo lavoro sin dagli esordi – nel 2016 è stata vincitrice del prestigioso premio LVMH – attratti anzitutto dall’approccio multidisciplinare che manifesta nelle collaborazioni con artisti e altri stilisti, elementi riversati poi in ogni collezione. La vera novità portata da GWB è il superamento dei confini di genere, sessualità e black identity, ottenuto spostando l’osservazione da un punto di vista eurocentrico a quello afro-caraibico, in onore alle sue origini giamaicane. Mai come adesso ci è sembrata attuale la sua utopia multiculturale, la scelta di progetti-manifesto senza rinunciare a una dimensione più intima.

*Direttore comunicazione & eventi speciali

di Pitti Immagine

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