Pitti Bimbo
Pitti Bimbo
Mette di buon umore parlare dell’armadio dei bambini, un po’ perché riescono sempre a farci sorridere – soprattutto quando si lanciano sulle scelte di stile e a volte è davvero difficile far cambiare loro idea – un po’ perché il mercato, in un momento di forte cambiamento soprattutto in fatto di distribuzione, pur se con tante difficoltà, non ha vissuto veri e propri momenti di arresto. Banalmente i bambini crescono e cambiano taglia, ma soprattutto risulta gratificante e fonte di leggerezza occuparsi di loro. Scegliere capi e accessori può diventare un’attività da fare insieme, se esercitata correttamente offre spunti educativi e d’osservazione. Per approfondire l’argomento, niente di meglio che il Pitti Bimbo, dall’11 al 13 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze, un’occasione...

Mette di buon umore parlare dell’armadio dei bambini, un po’ perché riescono sempre a farci sorridere – soprattutto quando si lanciano sulle scelte di stile e a volte è davvero difficile far cambiare loro idea – un po’ perché il mercato, in un momento di forte cambiamento soprattutto in fatto di distribuzione, pur se con tante difficoltà, non ha vissuto veri e propri momenti di arresto. Banalmente i bambini crescono e cambiano taglia, ma soprattutto risulta gratificante e fonte di leggerezza occuparsi di loro. Scegliere capi e accessori può diventare un’attività da fare insieme, se esercitata correttamente offre spunti educativi e d’osservazione. Per approfondire l’argomento, niente di meglio che il Pitti Bimbo, dall’11 al 13 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze, un’occasione unica per avere una panoramica completa del mercato internazionale, delle collezioni del prossimo inverno e delle nuove abitudini. Presenti sia i brand storici e affermati sia quelli di ricerca, piccoli e interessanti.

Superata, anche nel bambino, la divisione in categorie categoriche: elegante, sportivo sono aggettivi che non definiscono nulla e la parola ‘contaminare’ è quella che funziona di più. Abiti festosi portati con le sneakers, il tartan meno college e più rock, i tessuti tecnici con il velluto liscio, i pizzi con le felpe alla ricerca di una nuova ironia. Ne sono un esempio le collezioni di Aletta, totalmente Made in Tuscany e quelle di Sarabanda, Minibanda, Superga. Resta sicuramente aspirazionale per le bambine e ora anche per i maschietti, il Mini me. Ne sono sicuramente un esempio a Pitti la collezione di Dolce & Gabbana, che da qualche stagione usa le stesse identiche stampe dell’adulto, i maglioni ironici di MC2 Saint Barth, i capisala di Herno, il debutto di P.A.R.O.S.H. con la collezione donna perfettamente miniaturizzata.

E poi le luci si sono accese sui pigiami e sull’underwear, forse risultato di tanto trattenersi in casa ai tempi del virus (la collezione Emmè Baby è proprio il frutto di quella involontaria clausura) o di quelle belle foto di George d’Inghilterra, sempre impeccabile e orgoglio di nonna regina anche prima della ninna nanna: presenti tanti marchi come Story Loris, Cotton Moon, Picci, Pigeon Organics.

Trasversale e giustamente onnipresente il tema della sostenibilità e dei valori etici, da sempre incoraggiati da Pitti Bimbo. Per fortuna un argomento entrato nel DNA di tutti i brand attraverso la sensibilizzazione contro lo spreco, l’impiego di risorse naturali, primo fra tutti il cotone biologico, l’attenzione a una filiera controllata nei suoi tanti passaggi.

Spicca quest’anno il grande spazio di Ecoalf (uomo, donna e bambino) che ha come mantra ‘because there is no planet B’, nato da un uomo Javier Goyeneche che diventato papà ha voluto impegnarsi per cercare di lasciare ai figli e alla loro generazione un mondo migliore. Ogni capo è realizzato con materiali sostenibili, tinto con estratti di piante, tracciabile in ogni passaggio. Un atteggiamento virtuoso che hanno tanti marchi, ne citiamo alcuni come A Muffin in the Oven, L’Orso bruno, il nordico Fresk, lo spagnolo Twin & Chic, Infantium Victoria, Play Up. Da notare anche la crescente presenza di accessori e in particolare di calzature. A far tendenza le desert boot colorate, gli stivaletti Beatles, ovviamente le immancabili sneakers, ma anche le bebè diventate meno rigide e più vanitose. Modelli creativi, sempre attenti al comfort e alla corretta postura: Falcotto, Pom d’Api, Atlanta Mocassin, Boboux, Kickers, Zecchino d’Oro ne sono fra gli altri gli interpreti.

E chi crede alle favole ora le può anche indossare: le stampe della collezione Illustrabimbi hanno come personaggi proprio quelli delle storie famose. Quest’anno special edition con i disegni dell’amatissima Nicoletta Costa e della sua Nuvola Olga che saranno un pomeriggio alla libreria Todo Modo Dilà per un bel ‘firma copie’, perché non è mai troppo presto...

*Pr & Marketing Consultant

di Pitti Immagine