14 giu 2022

L’icona del jeans Roy Roger’s 70 anni di mito

14 giu 2022
eva desiderio
Moda

di Eva Desiderio

"Abbiamo scelto di festeggiare i 70 anni di Roy Roger’s in Palazzo Vecchio, stasera, per rimarcare l’appartenenza alla nostra città", racconta Niccolò Biondi, amministratore delegato di Roy Roger’s alla vigilia della grande celebrazione del brand che ha inventato, appunto nel 1952, il primo jeans italiano. L’azienda ha sede a Campi Bisenzio (Firenze) in ambienti modernissimi e la società di famiglia che produce e distribuisce Roy Roger’s è Manifatture 7 Bell SpA.

"Un anno fa abbiamo girato un mini video con Bruce Weber a Miami, ricordano le origini del jeans come indumento iconico – continua Biondi – e lo sveleremo stasera alla presenza del grande fotografo che per quest’opera ha avuto una visione molto inclusiva, fatta di famiglia, uomini e donne, natura, in un percorso multigenerazionale del denim che rappresenta da sempre l’anima di Roy Roger’s che ruota intorno alla natura ed è nato negli ampi spazi di un’America lontana, nei ranch, con l’occhio di un grande fotografo e artista internazionale".

Il mini-film di Weber (che il 16 riceverà le chiavi della città di Firenze dalle mani del sindaco Dario Nardella) è in bianco e nero, girato in una città della moda come Miami. Dura tre minuti e verrà proiettato su un megaschermo per gli ospiti della cena per 280 invitati. Presenterà Gerry Scotti. Durante questo evento, tutto illuminato di blu, Roy Roger’s riceverà il Premio Pitti Immagine. Poi tutti a divertirsi e a continuare a festeggiare in Sala d’Armi col concerto live dei Planet Funk.

"Siamo felici dell’accoglienza ricevuta per i nostri 70 anni da Pitti Immagine. Il sindaco Nardella ci ha permesso di usare il magnifico Salone dei Cinquecento – continua Biondi –. Per la città faremo anche una proiezione del minivideo di Bruce Weber sotto l’arco di Piazza della Repubblica visibile in doppia faccia ogni sera del Pitti Uomo".

La presidente Patrizia Biondi racconta la storia di Roy Roger’s e il contributo di suo padre Francesco Bacci e di sua madre Giuliana alla nascita nel 1952 del primo jeans made in Italy. E poi il forte contributo dato alla riscossa del brand dal marito Fulvio Biondi entrato in Roy Roger’s nel 1990 come amministratore delegato e artefice del nuovo corso e purtroppo scomparso improvvisamente nel 2010. "Mio padre è stato un pioniere – racconta –, un uomo che ha creduto sempre nelle proprie possibilità. Fin da quando a 21 anni e già sposato, prese l’aereo per New York senza parlare una parola di inglese perché aveva sentito parlare di questo denim che gli americani usavano per gli indumenti da lavoro. Ebbe l’idea di vendere pantaloni già fatti e non più pezze di tessuto come aveva fatto suo padre.

Aperta l’azienda nel 1949, da appassionato di film western dove i jeans imperversavano, a New York si presentò alla One Mills Corporation sulla Broodway e qui incontrò diversi italo-americani che lo aiutarono a comprare il tessuto tanto sognato. Tornato in Italia, comprò le macchine per cucire le stoffe rigide, registrò il marchio Roy Roger’s, inventò la tasca con la cerniera e il triangolino nero e sfornò proprio 70 anni fa il primo paio di jeans". Tanto successo sì ma a fare del brand un marchio alla moda e di grande valore è stato l’ad Fulvio Biondi, il babbo di Niccolò e Guido che guidano l’azienda dalla sua morte.

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