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11 gen 2022

Crescono i buyer europei e americani

Da gennaio a luglio l’export mette a segno un incremento del +16,4%, per un oltre 3,8 miliardi di euro

11 gen 2022

La moda maschile italiana, nel 2021, ha assistito a un cambio di passo: il commercio con l’estero è tornato positivo. Da gennaio a luglio, come indicano gli ultimi dati Istat disponibili, l’export mette a segno un incremento del +16,4%, per un oltre 3,8 miliardi di euro, mentre l’import cresce dell’1,7%. Sia le aree UE sia quelle extra-UE si sono rivelate favorevoli, crescendo del 25,4% e del 9,9%. La quota di mercato UE è del 45,1% sul totale, mentre l’extra-UE diventa maggior ’acquirente’ con il 54,9%. Il primo mercato di sbocco del menswear made in Italy è la Svizzera, in aumento del 16,6%, seguita da Germania e Francia, a +24,8% e +29,7%. L’export verso gli Usa, quarto mercato, evidenzia una variazione positiva ma su ritmi meno vivaci, guadagnando il 5,6%. Balza al quinto posto la Cina: le vendite crescono dell’81,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. Sempre in Asia, la Corea del Sud archivia un +37,1%. In controtendenza rispetto al dato medio, il Regno Unito che accusa una flessione del 27,7%. Contrazioni delle vendite colpiscono anche il Giappone (-4,5%), e Hong Kong (2,1%). Spagna, Paesi Bassi, Russia, Belgio, Polonia e Austria chiudono con una crescita tra il 73,9% e il 10,7%.

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