La Bagnaia (Siena), 25 maggio 2018 - "Io alla carta do ancora molto peso": queste le parole intorno alle quali gira l'intervento di Urbano Cairo sul palco, intervistato da Massimo Gramellini.

Il presidente e amministratore delegato di Rcs Mediagroup guarda con interesse agli sviluppi digitali del New York Times, ma allo stesso tempo prosegue sulla sua strada, "visto che tra Italia e Spagna il peso della carta è ancora dell'84%, quindi è ovvio che non possiamo non dare importanza a questo mezzo. Non va comunque trascurato l'investimento sul digitale. Certo il caso del Nyt è particolare, visto il grandissimo bacino di utenza di chi parla in lingua inglese".

Per Cairo "il cartaceo è ancora un'abitudine per molte persone. Anche per me. Ma perché amo avere l'oggetto giornale in mano. Noi dobbiamo, come diceva il direttore del Washington Post, seguire le abitudini dei lettori. Se uno preferisce leggere i contenuti sul mobile o sul pc noi dobbiamo seguirlo, non possiamo imporre un nostro modo. Senza ovviamente trascurare la carta".

La riflessione riguarda in particolare la fruizione dell'informazione digitale in Italia: "Qui è tutto gratis e questo comporta che lo standard di mercato sia l'informazione gratis. Io sono fautore di una informazione a basso prezzo, infatti ho introdotto settimanali anche a due euro, ma ovviamente un prezzo, seppur basso, ci deve essere. Dare i contenuti gratuiti non è la soluzione". 

Cairo si trova infine molto d'accordo con i direttori dei quotidiani Usa: "Ci sono tantissimi modi e sempre più tecnologici di dare le notizie - dice - Ma resta importante restare ancorati ai valori di sempre: dire la verità ai lettori e fare domande, anche scomode. Se c'è un giornalista scomodo che fa domande io lo assumo".