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25 feb 2019

Glenn Close, la maledizione degli Oscar. La statuetta non arriva

L'attrice è la grande sconfitta dell'edizione 2019: il premio sfugge per la settima volta

25 feb 2019
epa07394506 Glenn Close arrives for the 91st annual Academy Awards ceremony at the Dolby Theatre in Hollywood, California, USA, 24 February 2019. The Oscars are presented for outstanding individual or collective efforts in 24 categories in filmmaking.  EPA/ETIENNE LAURENT
Glenn Close sul red carpet degli Oscar 2019 (Ansa)
epa07394506 Glenn Close arrives for the 91st annual Academy Awards ceremony at the Dolby Theatre in Hollywood, California, USA, 24 February 2019. The Oscars are presented for outstanding individual or collective efforts in 24 categories in filmmaking.  EPA/ETIENNE LAURENT
Glenn Close sul red carpet degli Oscar 2019 (Ansa)

Los Angeles, 25 febbraio 2019 - L'abito d'oro, scintillante come una statuetta, non è bastato. Glenn Close esce battuta dalla corsa agli Oscar 2019: il premio alla Miglior attrice è andato a Olivia Colman per 'La favorita'. Alla soglia dei 72 anni (li compirà il 19 marzo) e alla sua settima nomination, la protagonista di 'The wife - Vivere nell'ombra' è sicuramente la vera sconfitta di questa 91esima edizione degli Academy Award. Eppure in molti pensavano che, questa volta, per Glenn Close fosse la volta buona grazie alla sua magistrale interpretazione di Joan Castleman, scrittrice e sposa devota che permette al marito di firmare tutto quello che lei produce. 

FOCUS L'elenco completo dei vincitori

Una maledizione per una che, nella sua lunga carriera, ha collezionato tre Golden Globe, tre Emmy, due SAG e un Critic Choice Awards (proprio per questo suo ultimo ruolo), ma soprattutto ha regalato sempre prova della sua bravura. La prima candidatura (come miglior attrice non protagonista) agli Oscar - ma non la vittoria - era arrivata nel 1983 per 'Il mondo secondo Garp'. Un copione che si ripete: l'anno successivo per 'Il grande freddo' e quello dopo ancora per 'Il migliore'. E la statuetta le sfugge anche nel 1988: questa volta è candidata come protagonista per 'Attrazione fatale' ma a vincerla è Cher per 'Stregata dalla luna'. Nulla da fare nemmeno nel 1989 con 'Le relazioni pericolose' e, soprattutto, nel 2012 per 'Albert Nobbs' in cui interpreta una donna travestita da uomo (il riconoscimento andò all'amica Meryl Streep per 'The Iron Lady').

Glenn Close incarna sicuramente la diva per eccellenza, quella che si adatta a qualsiasi trasformazione (indimenticabile anche la sua Crudelia De Mon nella versione cinematografica del cartoon 'La carica dei 101' della Disney). Resta comunque l'amaro in bocca per l'ennesimo Oscar mancato, con l'unica consolazione - forse - giunta proprio dalle parole della vincitrice Olivia Colman, che nel suo discorso di ringraziamento l'ha definita "il mio idolo" e "straordinaria", quasi scusandosi di averle sottratto il prestigioso riconoscimento.

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