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28 mag 2022

Gazidis, veni, vidi... vici

Il manager sudafricano si gode il trionfo dopo aver risanato i conti

28 mag 2022
giulio mola
Sport
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan
Ivan Gazidis, 57 anni, amministratore delegato e direttore generale del Milan

di Giulio Mola

È entrato in punta di piedi trovando le macerie della gloriosa storia di un club. Mai una parola fuoriposto, nessun proclama, ma solo tanto lavoro. Con un occhio al bilancio e un altro al campo. Una gestione sana dentro e fuori, grazie alla quale adesso Ivan Gazidis raccoglie frutti meritati. Questo scudetto è anche del manager sudaafricano, diventato amministratore delegato e direttore generale del Milan il 5 dicembre 2018. Tre anni e cinque mesi dopo, ha avuto ragione lui, il Grande Risanatore.

Perché l’uomo di fiducia del del fondo degli States guidato da Paul Singer ha tanti buoni motivi per essere soddisfatto: senza andare troppo indietro nel tempo, è stata proprio la prima semestrale di bilancio 2021-2022 a certificare il capolavoro del manager venuto da Londra al quale Elliott aveva affidato il compito di riportare in equilibrio i conti della capolista. Mai gli americani avrebbero potuto fare una scelta migliore, collocando l’uomo giusto al posto giusto.

A tal proposito va ricordato ciò che il consigliere Giorgio Furlani, “portfolio manager“ di Elliott e tifosissimo del Milan forse ancor più del presidente, aveva dichiarato all’inizio di marzo a Londra, al Business of Football Summit organizzato dal Financial Times: "Ciò che abbiamo trovato, di cui siamo entrati in possesso, era una situazione disastrosa. Il club andava verso la bancarotta da un punto di vista della cassa, scarsi ricavi, troppi costi. Quindi la situazione finanziaria era messa così male che l’anno successivo al nostro subentro siamo stati banditi dall’Uefa per giocare nelle competizioni europee: unico club Europeo di successo ad aver ricevuto questo divieto. Non c’era una dirigenza e i risultati sul campo erano scadenti". Il mondo si è capovolto. Nonostante lo scetticismo iniziale, nonostante i sacrifici dolorosi e qualche inevitabile scivolone.

Nei quarantuno mesi fin qui trascorsi in via Rossi ci sono stati anche momenti difficili: l’esonero di Gattuso, gli scontri con Boban (poi “licenziato“), i dubbi su Pioli (e i contatti con Rangnick) ma soprattutto la battaglia contro la malattia. Nell’estate del 2021, infatti, al dirigente milanista fu diagnosticato un carcinoma alla gola dopo una serie di test e accertamenti clinici. Seguirono mesi di apprensione e lunghe cure ben lontane dal mondo Milan in cliniche specializzate, ma nonostante questo Gazidis ha continuato la sua opera di ricostruzione.

Per comprendere la portata del nuovo corso rossonero e la bontà del lavoro dell’uomo dal volto di ghiaccio, bisogna affidarsi come sempre ai numeri. Insindacabili Gli unici che possono schiacciare le parole. In un anno, le perdite sono state dimezzate (da 194,6 milioni a 96,4 milioni di euro) e le previsioni ipotizzano di scendere a -50 nel 2023, anche alla luce del tricolore cucito sul petto. I ricavi sono aumentati del 36% (261,1 milioni rispetto ai 192,8 milioni dell’esercizio precedente): molto significativo poi l’incremento dei diritti tv (138,3 milioni, +118% rispetto ai 63,3 milioni del 201920), grazie alle gare del campionato 20192020 giocate in luglio e agosto 2020 e alle partite di Europa League 20202021 (nel dettaglio: 121,8 milioni diritti tv del campionato; 16,4 milioni diritti tv Uefa). Del resto il MIlan “tira“ e attira sempre.

Poi ci sono i ricavi da sponsorizzazioni, arrivati oggi a 53,9 milioni rispetto ai 36,6 milioni del 201920. Al momento sono così suddivisi: 14,2 milioni da Emirates (14 milioni nel 1920); 13,1 milioni da Puma (10,9 milioni nel 1920); 26 milioni dagli altri sponsor fra i quali Socios, A2A Energia, Banco B.P.M., Dazn, Electronic Arts, Giuliani, La Molisana, Royal Forex, Fratelli Beretta, Skrill, Snaitech, Star Casinò, Tianyu Technology e Trenitalia (11,1 milioni nel 201920). Neppure è trascurabile, anzi, la riduzione dei costi della produzione: 347,4 milioni, cioè 31,5 milioni in meno rispetto ai 378,9 milioni del precedente esercizio.

Ora il capolavoro finale: perché il Milan campione d’Italia mette in cassa una cifra di quasi 100 milioni fra incremento dei diritti tv, Supercoppa, partecipazione alla Champions e maggiori entrate dalle sponsorizzazioni. Ecco perché il contratto di Gazidis (scadenza novembre 2022) va rinnovato subito. Senza se e senza ma. Escluderlo dal progetto di un’eventuale nuova proprietà non sarebbe una bella idea.

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