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7 giu 2022

Da Pobega a Cancellieri, serve classe

La rifondazione della Nazionale: dopo Gnonto, altri volti nuovi per risollevarsi dall’incubo mondiale

7 giu 2022
paolo grilli
Sport
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri
In alto da sinistra Federico Gatti e Giorgio Scalvini. A sinistra, Tommaso Pobega. Sotto da sinistra, Samuele Ricci e Matteo Cancellieri

di Paolo Grilli

Mezza Italia storse il naso quando, nel settembre 2018, venne convocato in azzurro Nicolò Zaniolo, che non aveva ancora calcato i campi della serie A. Mancini ci aveva visto giusto, e un’altra conferma sulle ottime diottrie del ct arriva ora da Wilfried Gnonto, 18enne già protagonista alla sua prima con la Nazionale contro la Germania: anche lui senza aver contato presenze nella nostra massima serie.

La rivoluzione è obbligata, per l’Italia, dopo l’onta terrificante della seconda esclusione di fila dai Mondiali. Questione di anagrafe, con la vecchia guardia che ha esaurito il proprio compito, ma anche di motivazioni: e c’è da scavare nel cuore delle nostre giovanili per estrarre la classe che serve.

Dando per scontato che la Nazionale non potrà prescindere da Donnarumma, Bastoni, Barella, Tonali, Pellegrini, Chiesa e lo stesso Zaniolo, è doveroso scrutare anche i volti dei neoconvocati e dei debuttanti per poter proiettare nuovamente sogni azzurri nel futuro. Tra i difensori spiccano Federico Gatti e Giorgio Scalvini. Il primo è già della Juve, dopo aver impressionato in B col Frosinone. Ventitre anni, ha una corroborante storia di gavetta fuori e dentro il campo – ha lavorato anche come muratore – che ne ha forgiato l’animo di gladiatiore. Scalvini, classe 2003 dell’Atalanta, con Gasp ha già dimostrato di poter coprire ogni posizione nel reparto arretrato con una notevolissima personalità.

In mediana ecco Salvatore Esposito, 21enne della Spal e fratello dell’attaccante Sebastiano: in U21 è un punto fermo, anche lui prende in azzurro la rincorsa per la A. Tommaso Pobega del Toro ha esordito con la nazionale maggiore proprio contro la Germania: la fisicità è importante, la qualità non gli difetta. Potrà rivedersi in azzurro anche Samuele Ricci, suo collega con la maglia granata ora riaggregato all’Under 21 ma lui pure al debutto al Dall’Ara sabato scorso. Mentre è stato titolare con la Germania Davide Frattesi, imprescindibile nel Sassuolo col suo dinamismo a centrocampo e nel mirino di più di una big.

In attacco, detto di Gnonto e assodato che Scamacca assomiglia sempre più a quella punta centrale che tanto ci è mancata, il nome nuovo è Matteo Cancellieri, 20enne del Verona di scuola Roma. Un esterno sinistro che ha già collezionato la prima presenza azzurra e che potrebbe scalare presto le gerarchie, con Insigne forse agli sgoccioli della sua carriera in nazionale, e Chiesa permettendo.

Serve osare. Lo fece Bearzot, quando nel 1978 gettò nella mischia i giovani Scirea, Cabrini, Tardelli, Rossi e Antognoni dopo il disastro di quattro anni prima. Funzionò, e a Mancio non manca né il coraggio, né la visione.

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