Uno dei passaggi lungo il sentiero che porta ai “Mulini”, sopra la casa natale di Leonardo
Uno dei passaggi lungo il sentiero che porta ai “Mulini”, sopra la casa natale di Leonardo
Studi e arte, figli dell’osservazione. Con la natura tra le protagoniste delle giornate di Leonardo fin dai giorni della sua fanciullezza, quando ragazzo lasciava la sua impronta nella sua terra natale. Anchiano, Vinci, il Montalbano. Un territorio che, fin dal paesaggio, molto ha da raccontare del Genio. Basta sfogliarlo, come si farebbe con un buon libro. Passo dopo passo, qualche manciata di chilometri da macinare lasciandosi guidare da ciò che Leonardo è stato e tuttora è. A partire dalla casa natale, tra gli olivi simbolo della Toscana agreste. Un luogo da visitare, imperdibile, con i suoi contenuti culturali tra la tradizione delle mura antiche e l’innovazione delle tecnologie di ultima generazione applicate ai capolavori. Ad appena qualche centinaio di metri e qualche curva da affrontare c’è la Villa del Ferrale: la prestigiosa dimora ospita la mostra ‘Leonardo e la pittura’, un percorso a tu per tu con i capolavori del Genio, parte integrante del sistema museale del quale il Museo Leonardiano, nel castello dei Conti Guidi, è fiore all’occhiello. Restando sul Montalbano, nel verde che in estate è più che mai sinonimo di stare bene, impossibile non fare tappa nella Valle dei Mulini, pregevole destinazione anche in virtù del rapporto di studio tra il Genio e l’acqua. Alcune le strutture ancora oggi visibili lungo il rio di Balenaia, a testimonianza di una presenza antica da scoprire attraverso i sentieri riscoperti dalle associazioni del territorio e indicate secondo una cartellonistica studiata ad hoc. In collina c’è anche il paese di Santa Lucia a Paterno, con la chiesetta settecentesca con effigie di Leonardo dei primi del Novecento. Un luogo, anch’esso, raggiungibile via sentieri, pezzo forte del turismo slow fatto zaino in spalla, senza trascurare a Carmignano, nel Pratese, Bacchereto, dove viveva la nonna di Leonardo e dove una lapide ne indica la dimora. A proposito di trekking, per scendere dal Montalbano fino all’abitato di Vinci, la Strada verde è la via da compiere, riscoprendo il percorso compiuto dallo stesso Leonardo. Un tracciato arricchito dal Parco Acquaria, area gestita dall’omonima associazione che ne ha fatto luogo d’incontri e di eventi nella natura. Proprio nei pressi del parco c’è la Pescaia della Doccia, ispiratrice con ogni probabilità dei disegni delle scale d’acqua, legata a doppio filo al mulino della Doccia: la pescaia era la presa d’acqua del mulino che si incontra appena lasciato Vinci, direzione Montalbano. Raffigurato nel Codice Atlantico, testimonia come Leonardo abbia vissuto in questi luoghi. Visitata la chiesa di Santa Croce in Vinci, nel borgo antico, dove si trova il fonte battesimale del piccolo Leonardo, il consiglio è di allungarsi fino a Sant’Ansano: lì si trova la pieve. Era la pieve di Vinci, l’edificio più importante del territorio al tempo di Leonardo bambino. Un angolo dei luoghi del Genio, tra i quali rientrano senza dubbio anche Vitolini e Faltognano con il loro sguardo aperto sulla Valdinievole, da vivere, come pure le campagne di San Pantaleo, ‘casa’ della madre Caterina, e Collegonzi dove il Genio andava a raccogliere i fossili.