La splendida dimora di Chenonceau
La splendida dimora di Chenonceau
Nel 1516, all’età di 64 anni, Leonardo da Vinci lascia Roma e attraversa l’Italia portandosi nelle sue saccocce di cuoio i suoi carnet di disegni e tre celebri dipinti. L’accompagnano in Francia i suoi principali discepoli. E il re Francesco I, suo mecenate, permette al geniale artista di vivere i suoi ultimi anni alla corte di Amboise, dove lui, il maestro toscano pianterà le radici della cultura italiana. Leonardo si spegne nella sua camera del Château du Clos (oggi Clos Lucé) il 2 maggio 1519. E dopo le guerre d’Italia, Francesco I tesse legami affettivi e solidi con Lorenzo, padre di Caterina e apprezza la raffinatezza della corte fiorentina. Nella Valle della Loira, prima con Leonardo poi con l’arrivo di Caterina, questa cultura rinascimentale assume un’altra dimensione. Nello stesso anno della morte di Leonardo, il 13 aprile 1519, nasce Caterina de' Medici che diventerà poi sposa di Enrico II, figlio di Francesco I e quindi regina illustre, capace di fare brillare l’arte e il fasto italiani alla corte di Francia. Chenonceau, proprio grazie a Caterina che farà realizzare una doppia galleria sopra il fiume che fiancheggia il castello, diventa una sorta di Ponte Vecchio in terra francese, esattamente nella regione di Tour. Più tardi, allontanando Diane de Poitiers che era stata la favorita del marito e sovrano, la legittima sposa trasforma questa splendida dimora nella sua residenza preferita, organizzando per i suoi tre figli anche feste memorabili e facendo di questo “castello sull’acqua” una grande residenza della Corte.
LA REGINA ebbe la soddisfazione di vedere crescere nei favori del re e consorte la cultura italiana. In effetti, arrivando in Francia, Caterina de' Medici aveva portato con sé numerosi compatrioti, poi occupati alle sue dipendenze, come le “demoiselles d’honneur”, i cappellani o i poeti, come Luigi Alamanni. Non solo. Ospitò diversi rifugiati: tra gli altri, alcuni suoi cugini italiani che si opponevano al Duca di Firenze, come i Salviati e gli Strozzi e ai quali Enrico II assicurò favori e protezione. Certo, Caterina non riuscì mai a dimenticare di essere nata nella famiglia de' Medici e sentì profondamente la mancanza della sua amata terra natale. E proprio per questo, seguendo in qualche modo le orme del grande Leonardo che l’aveva preceduta, Caterina trasformò Chenonceau in un angolo di Toscana, realizzando anche una vigna e acclimatando le piante di Chenin arrivate appositamente dall’Italia. Non solo. Con lei, la gastronomia francese si arricchisce di elementi ispirati all’Italia: i suoi cucinieri imparano a realizzare sorbetti, macarons e farine di mandorle. Le sue feste diventano un marchio di supremazia politica e culturale. E alla fine, gli storici l’hanno riconosciuta e considerata come “uno dei più grandi re di Francia”, l’artefice, assieme a Leonardo che l’aveva preceduta, della consacrazione del Rinascimento italiano Oltralpe. Il 2019 che rende omaggio al genio di Vinci, sta diventando anche l’occasione per accendere le meraviglie di Chenonceau come i suoi giardini e la famosa “Apothicairerie de la Reine “ (laboratorio farmaceutico della Regina) e per celebrare l’italiana che prima diventò regina. E poi, “re di Francia”.