Ricercato esempio degli studi di Leonardo dal modello in posa. Su carta preparata azzurra
Ricercato esempio degli studi di Leonardo dal modello in posa. Su carta preparata azzurra
Leonardo iniziò la sua formazione a Firenze con Andrea del Verrocchio, artista versatile la cui bottega offriva un ventaglio ampio di competenze (fu infatti pittore, scultore, architetto, intagliatore, orefice), ma fu in contatto anche con i Pollaiolo, innovatori e interessati al corpo umano anche attraverso lo studio dell’échorché. Scrive infatti Giorgio Vasari nella Vita di Antonio del Pollaiolo: “Egli s’intese degl’ignudi più modernamente che fatto non avevano gli altri maestri innanzi a lui, e scorticò molti uomini per vedere la notomia lor sotto. E fu primo a mostrare il modo di cercare i muscoli che avessero forma et ordine nelle figure”. Di questa attività di studio dal modello, che si effettuava nelle botteghe rinascimentali, conserviamo bellissimi disegni che raffigurano corpi armonici, in pose classiche e con una corretta disposizione della muscolatura superficiale.
LEONARDO sentì ben presto il bisogno di animare queste figure, rappresentandone la vita e il movimento secondo una fedele adesione ai precetti di Leon Battista Alberti, che aveva scritto nel suo trattato sulla Pittura: “Dei vivi sia ogni minima parte viva. Dicesi vivere il corpo quando a sua posta abbia certo movimento”, che deve esprimere anche le passioni dell’anima, le quali, tuttavia, continua Alberti, si conoscono dai movimenti del corpo.
PER ATTUARE questi intendimenti, non era sufficiente considerare solo la muscolatura esterna degli scorticati, ma era necessario decostruire e ricostruire il corpo umano, comprendendo quali muscoli agiscono o sono messi a riposo nelle diverse azioni. Già nella sua formazione fiorentina, ma soprattutto nel suo soggiorno milanese, Leonardo inizierà quindi ben presto a praticare l’anatomia più in profondità, cercando non solo la forma ma anche la funzione, partendo cioè dallo scheletro e dallo studio dei gradi di movimento consentiti dalle articolazioni (che funzionano come fulcri di leve), per capire quali sono i muscoli, profondi e superficiali, che consentono tutti i possibili moti del corpo. Le finalità di tale indagine, che costituisce un percorso di conoscenza non ancora praticato né dagli artisti né dai “medici” del tempo, miravano a rappresentare figure che avessero un aspetto naturale, anche quando il soggetto richiedeva un grande sviluppo dei muscoli superficiali, come nella rappresentazione di corpi di combattenti o figure erculee. Il grande Vinciano raccomanda infatti al pittore “notomista” di non cercare di dimostrare tutti i muscoli delle figure, che apparirebbero legnose e senza grazia, cioè, “a vederli un sacco di noci più presto che superfizie umana, overo un fascio di ravanelli più presto che muscolosi nudi”, nota, questa, che sembra riferita ai corpi eccessivamente muscolosi di Michelangelo. Superando la finalità esclusivamente artistica, che ci ha consegnato esempi eccezionali come i Nudi combattenti per la Battaglia di Anghiari, subito copiati da Raffaello, Leonardo ci ha lasciato anche un prolifico e inedito sistema di visualizzazione anatomica, la cui concezione risulta ad oggi ancora valida.