Leonardo
Leonardo
Tenere viva la memoria di Leonardo da Vinci significa anche conservare e valorizzare i luoghi che hanno visto il suo passaggio e che ne testimoniano storie e legami. E uno di questi legami fu quello con i Medici, famiglia il cui potere e le cui vicende sono oggi raccontati anche grazie a una fitta rete di Ville disseminate in tutta la Toscana. Uno straordinario patrimonio storico, culturale e architettonico che richiama ogni anno moltissimi visitatori. Ma quali furono i legami fra Leonardo e i Medici? Nel periodo giovanile il genio di Vinci ebbe sicuramente rapporti con Lorenzo il Magnifico, che fu grande committente della bottega di Andrea del Verrocchio dove Leonardo lavorava. Secondo l’Anonimo Gaddiano, un autore fiorentino del primo Cinquecento, Leonardo avrebbe frequentato il giardino di San Marco, dove Lorenzo teneva le sue collezioni di arte antica e dove molti giovani artisti si esercitavano. «Stette da giovane con il magnifico Lorenzo de’ Medici, et dandoli provisione per sé il faceva lavorare nel giardino sulla piaza di San Marcho a Firenze» scrive l’Anonimo Gaddiano. Le fonti antiche dicono anche che fu il Magnifico a inviare Leonardo alla corte del duca di Milano Ludovico il Moro. Più tardi, il genio di Vinci, ormai vecchio, ebbe rapporti stretti con i figli di Lorenzo il Magnifico e soprattutto con Giovanni de’ Medici, diventato Papa con il nome di Leone X. Dal 1513 al 1516 visse a Roma alla corte papale e fu al servizio di Giuliano de’ Medici, fratello minore del Papa. Secondo Antonio De Beatis, segretario del cardinale di Aragona, che conobbe Leonardo in Francia, il ritratto della donna fiorentina aveva con sé (probabilmente La Gioconda) era stato dipinto su richiesta di Giuliano.
Oggi, oltre che nei musei e nei Palazzi cittadini, le tracce di questa storia sono conservati nelle Ville e nei giardini medicei. Sono 14 in tutto, alcuni pubblici e altri di proprietà privata: a Firenze ecco il Giardino di Boboli, la Villa del Poggio Imperiale, la Villa di Careggi, Villa La Petraia e la Villa di Castello; e ancora Villa Medici a Fiesole (Fi), la Villa di Cafaggiolo a Barberino del Mugello (Fi), la Villa del Trebbio a San Piero a Sieve (Fi), il Giardino di Pratolino a Vaglia (Fi), la Villa di Cerreto Guidi (Fi), la Villa di Poggio a Caiano (Po), la Villa di Artimino a Carmignano (Po), il Palazzo di Seravezza (Lu) e Villa La Magia a Quarrata (Pt). Nel 2013, corso del 37° Committee World Heritage Unesco, è stato approvato l’inserimento di Ville e giardini medicei della Toscana nella Lista del Patrimonio dopo un iter seguito dall’ufficio referente per i Siti Unesco della Regione Toscana (Settore di Valorizzazione del patrimonio culturale, Siti Unesco, Arte Contemporanea, Memoria) in collaborazione con l’Ufficio Patrimonio Mondiale dell’Unesco del Mibact. Grazie e due diversi progetti, del 2014 e del 2015, sono stati poi ottenuti due finanziamenti di 250mila e 25mila euro, per le attività di comunicazione e promozione del sito Ville e Giardini medicei in Toscana (villegiardinimedicei.it). “Si tratta - ha dichiarato la vicepresidente della Regione Toscana e assessora alla Cultura, Università e Ricerca Monica Barni - di un progetto ampio di valorizzazione e promozione del patrimonio Unesco che vede la Regione Toscana in prima fila e che rientra nelle politiche regionali volte ad avvicinare nuovi cittadini alla cultura. Con il progetto di valorizzazione della rete delle Ville Medicee abbiamo seguito una linea progettuale che ha visto coinvolti luoghi e temi caratterizzanti la cultura del nostro territorio. Siamo riusciti a creare una sinergia di competenze tra tutti gli attori pubblici e privati e razionalizzare le fonti di finanziamento diverse, come la legge 77 e le risorse europee”. Intanto è stato avviato, nel 2014, il progetto di restauro della Villa Medicea di Careggi, a Firenze per restituire il complesso architettonico e paesaggistico alla fruizione pubblica. A curarlo, i funzionari della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato.