Il sommo fra’ Luca Pacioli, maestro dei fondamenti scientifici dell’arte,
Il sommo fra’ Luca Pacioli, maestro dei fondamenti scientifici dell’arte,

Una monaca e scienziata medievale, la santa Ildegarda di Bingen, dichiarata nel 2012 dottore della Chiesa da papa Benedetto XVI, raffigura tra il 1210 e 1230 l’uomo come microcosmo dentro le sfere celesti: con le braccia e le mani tese ai lati del torace, l’altezza della figura coincide con la sua larghezza, proprio come l’altezza del firmamento è uguale alla sua larghezza. Altri rappresentano e rappresenteranno la centralità umana. Ma la sintesi grafica dell’Uomo Euclideo, o Vitruviano, o Albertiano, disegnato da Leonardo rimane isolata, nell’opera dei pittori del suo tempo, e anche nelle epoche successive. Qual è il segreto della sua perfezione? Aver frequentato i matematici contemporanei come Luca Pacioli (alla corte degli Sforza), e avere studiato appassionatamente gli antichi. Il greco Euclide del III sec. a.C. gli insegna la “media ragione”, o “estrema ragione”. Che è lodata da Vitruvio, e da Pacioli definita “divina”. Nell’Ottocento, si chiamerà “sezione aurea”. Cioè: divisa una quantità qualsiasi in parti diseguali, la minore sta alla maggiore come questa sta all’intero. Leonardo riprende il suo Uomo iscritto nel quadrato e nel cerchio da Vitruvio. E dal poliedrico umanista Leon Battista Alberti le misure del corpo umano e le loro proporzioni interne. Risultato: forme geometriche perfette, che sembrano derivare le une dalle altre in un gioco di mutazione ed equivalenza. La bellezza ideale che riflette la misura della bellezza dell’universo. Ha anche trovato la “quadratura del cerchio”? No, è impossibile costruire un quadrato con superficie equivalente a quella di un determinato cerchio. Leonardo pensò di riuscirci una notte, ma qualche giorno dopo si dichiarò sconfitto. Certi problemi della matematica non sono risolubili da nessuno, artisti o geni compresi.