Lo spazio interattivo creato dal Museo per stimolare la creatività
Lo spazio interattivo creato dal Museo per stimolare la creatività

Una cifra che da sola può riassumere il peso, il prestigio, il fascino del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci: 250. È il numero degli eventi che l’edificio amatissimo dai milanesi ospita ogni anno. Eventi a tutto campo. Tanto per citarne un paio, dei più recenti, “Fragility and Beauty”, lungo sottotitolo che ne sottolinea il valore internazionale “Taking the Pulse ot our Planet from Space”, mostra proposta dall’Agenzia Spaziale Europea insieme all’Agenzia Spaziale Italiana. E, più specialistico, “Il Progetto Talmud”, incontro organizzato allo scopo di approfondire il forte legame fra l’individuo e la macchina, unione necessaria per lo sviluppo di un nuovo modello di “cittadinanza globale”, coesistenza di culture, religioni, etnie, altro che chiusure ossessive, siano porti o altro. Ha tutte le ragioni per essere orgoglioso del presente e del passato del Museo il suo direttore generale dal 2001 Fiorenzo Galli, milanese con il cappello d’alpino in bella mostra nel suo studio, classe 1955, un curriculum da imprenditore nell’azienda elettromeccanica di famiglia, incarichi in Confindustria e in Assolombarda, autore intanto di oltre un centinaio di contributi e articoli sulla cultura scientifica. “Orgoglioso del mio Museo? Come del mio cappello d’alpino. Mi basta ricordare che i fondi per operare, 105 i dipendenti, 180 i consiglieri scientifici, vengono per il 75 per cento dall’autofinanziamento. O che abbiamo investito dieci milioni di euro nel progetto Nuove Gallerie Leonardo, mirato al totale rinnovamento, entro novembre, della Galleria storica, che terrà conto delle interpretazioni storiografiche più aggiornate sullo sterminato pensiero di Leonardo”. Specialità in cui Fiorenzo Galli gioca in casa: il Museo è anche sede del corso di laurea in Scienze e Tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti dell’informazione, e Galli è responsabile dell’insegnamento di Museologia contemporanea. Orgoglioso, Galli, della straordinaria raccolta di modelli di macchine leonardesche, raccontata nel dettagliato volume firmato da Claudio Giorgione, ora anche coordinatore dei progetto d’innovazione del Museo. Ma forse felice più di tutto che il suo Museo sia un modello di riuscita aggregazione: ogni giorno, non solo visitatori, milanesi e turisti, ma stuoli di famiglie affollano gli ambienti di via San Vittore, per un totale di oltre 532 mila presenze in un anno. E ogni giorno torme di ragazzini ben disciplinati frequentano, imparando e divertendosi, i tredici laboratori interattivi, aperti negli anni ‘90, ispirati dalla filosofia di Frank Oppenheimer, per la soddisfazione della bravissima Eleonora Scola, responsabile del Laboratorio Interattivo Leonardo, uno di quelli di maggior successo. Primo museo in Italia a creare, nel 1997, un proprio sito Web, nel 2017 ad avviare un progetto di Digital Transformation che lo trasformerà in un vero Digital Museum, l’ultima tappa supertecnologica è la proposta di weekend speciali con percorsi in realtà virtuale legati ai temi del Museo. Ultima tappa, per ora.