Giorgio Merletti
Giorgio Merletti
Da sempre, gli artigiani e le micro e piccole imprese hanno una naturale propensione ad innovare. Questa vocazione oggi è accelerata dalla concorrenza internazionale e dalla digitalizzazione dei processi produttivi e viene ‘premiata’ sui mercati mondiali. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel triennio 2014-2016 il 45,6% delle piccole imprese ha introdotto innovazioni di prodotto o di processo, organizzative o di marketing, segnando un aumento di 4,3 punti rispetto al 41,3% rilevato due anni prima. Nell’ultimo biennio, inoltre, la spesa in innovazione dei piccoli imprenditori, calcolata in media per addetto, è aumentata del 34,8%, ben 9 punti sopra al +25,8% della media delle imprese e supera del 15,6% quella delle grandi aziende con 250 addetti ed oltre. Sforzi eccezionali, quindi, quelli compiuti dalle piccole imprese per innovare e rimanere competitive. E che l’Italia sia patria di inventori lo certificano altri numeri messi in evidenza dal nostro Ufficio studi: nel 2018 sono stati depositati circa 12 mila brevetti di cui 9.791 si riferiscono alla tutela dell’invenzione industriale, intesa come soluzione nuova per risolvere un problema tecnico di prodotto, di processo o di uso. I restanti 1.966 sono brevetti per la tutela dei modelli di utilità atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego di macchine, strumenti e utensili. In particolare, 4 brevetti su 10 riguardano l’ingegneria meccanica. In testa alle regioni con il maggior numero di brevetti depositati vi è la Lombardia (3.081 domande, seguita dal Piemonte (1.624), dall’Emilia Romagna (1.255), dal Veneto (1.138), dal Lazio (746), dalla Toscana (551). Le province che registrano il maggior numero di domande di brevetti per invenzione industriale sono Milano con 2.599 domande, Torino (1.595), Roma (721), Bologna (557), Firenze (347).
* Presidente di Confartigianato Imprese
Interviste di Fabrizio Cassieri