A cura di Art Media Studio per la mostra «Leonardo da Vinci 3D» alla Fabbrica del Vapore,
A cura di Art Media Studio per la mostra «Leonardo da Vinci 3D» alla Fabbrica del Vapore,
Si è chiusa, con ampia ed entusiasta partecipazione di pubblico, il 16 giugno a Cesena la mostra “Instrumentum. Il Genio di Leonardo a Casa Bufalini”, allestita nei locali recentemente ristrutturati di Casa Bufalini, nelle immediate vicinanze della Biblioteca Malatestiana di Cesena, che ha celebrato i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci secondo un taglio del tutto particolare, indubbiamente site-specific: Casa Bufalini ha inteso definire la propria identità – divenire luogo laboratoriale di ricerca, innovazione e creazione – in omaggio al suo primo abitante Maurizio Bufalini, medico italiano vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, uno dei più importanti clinici italiani del XIX secolo.
Architetto Nicola Nottoli, direttore artistico della mostra: che affinità esistono tra Bufalini e Leonardo?
“Instrumentum, titolo della mostra, deriva da “instruere” (costruire, apprestare), che allude a quell’insieme di dispositivi con i quali comprendere la realtà per agirvi oltre ogni principio di autorità (Leonardo) o ogni teoria vitalistica (Bufalini). Per Bufalini quanto per Leonardo, sicuramente su piani e con esiti totalmente differenti, l’adesione al dato concreto e sperimentale dei fenomeni reali costituiva l’unica bussola e l’unico riferimento saldo per la conoscenza della realtà. Il rapporto tra due figure storiche così lontane e differenti per ambito culturale e peso storico appare tanto azzardato sotto il profilo storico-scientifico quanto utile per diffondere con le modalità della mostra interattiva il senso di un atteggiamento verso la realtà basato sulla continua ricerca, sull’osservazione e sulla correlazione di eventi che appartengono a campi disciplinari differenti (geografia, medicina, fisica, ottica, meccanica…): in altri termini la mostra- battesimo di Casa Bufalini ha voluto riflettere su quanto sia importante e strategica oggi una visione globale e analitica per l’agire sia nei settori della creatività, sia in quelli dell’innovazione”.
Eppure i percorsi del Genio e dell’illustre cesenate hanno, per così dire, finito anche combaciare.
“Esattamente. Curiosamente la storia ha voluto che nel 1835 Maurizio Bufalini ottenesse la cattedra di Clinica Medica a Firenze, proprio nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, luogo in cui Leonardo Da Vinci agli inizi del Cinquecento svolgeva sui corpi dei defunti i suoi celebri studi anatomici”.
Che cosa è emerso della forma mentis leonardesca nella mostra?
La mostra si è articolata in due momenti espositivi: una videoproiezione introduttiva e una sala sul viaggio di Leonardo in Romagna con riferimento al progetto regionale “Leonardo e la Romagna” voluta dai comuni di Cesena, Cesenatico, Cutignola, Faenza, Imola, Rimini e Sogliano A.R. con il contributo dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna. La video installazione ha voluto evocare l’atteggiamento di Leonardo verso l’osservazione della realtà fenomenica. Il tema è quello dello sguardo sul mondo e del Libro della Natura che Leonardo sicuramente doveva leggere nella profondità degli accadimenti e nella struttura fisica del mondo. . Il video termina con l’animazione di un volatile (Studi sul volo degli uccelli) che si stacca dalle pagine di un manoscritto a evocare l’attitudine e la visione proto-scientifica che, appunto, accomuna Leonardo e Bufalini.