Un elicottero Leonardo AW139 in missione di soccorso
Un elicottero Leonardo AW139 in missione di soccorso

È stato precursore dei moderni elicotteri con il meccanismo della vite aerea. Con i suoi celebri disegni Leonardo da Vinci non ha tramandato solo i suoi studi dell’anatomia umana, ma anche le prime bozze di macchine volanti che si sarebbero viste solo secoli dopo. L’interesse per la medicina e quello per il volo trova però, a qualche secolo di distanza, la sua massima espressione nell’elisoccorso. Un settore nel quale Leonardo, azienda dell’alta tecnologia attiva nell’aerospazio, difesa e sicurezza è uno dei maggiori produttori mondiali. La società ha una flotta di circa 370 eliambulanze operative in tutto il mondo alle quali si aggiungono oltre 300 elicotteri dedicati alla ricerca e soccorso in vari ambienti operativi, tra cui il mare e l’alta montagna. E il mercato dell’elisoccorso è cresciuto in modo molto significativo negli ultimi 10 anni: le consegne di elicotteri civili impiegati per questo scopo sono passate da una quota del 14% nel 2007 al 44% nel 2017. Secondo le previsioni, il mercato resterà in forte espansione e voleranno più di 3.000 elicotteri entro i prossimi 10 anni, in particolare in Paesi come Cina e India.

LEONARDO oggi è impegnata nello sviluppo dell’elisoccorso del futuro attraverso la trasformazione di un mezzo complesso come un elicottero in un vero e proprio piccolo ospedale, sempre più confortevole per operatori e pazienti. Le sfide da affrontare sono notevoli. La popolazione mondiale, ad esempio, sta registrando un aumento di alcuni parametri dimensionali, come altezza e peso. Tutto questo impone di riconsiderare lo spazio all’interno degli elicotteri con una cabina che permetta di gestire ogni operazione nel modo più rapido ed efficace possibile. Se l’obiettivo è diventare un piccolo ospedale, il comfort deve essere al massimo. Per far sì che questo accada devono essere ridotte al minimo le vibrazioni. Come si fa? Con tecnologie innovative, intervenendo ad esempio sul rotore che muove le pale del velivolo, sia il principale sia quello di coda. Cresce, nello stesso tempo, la domanda di interventi di soccorso con mezzi volanti in grado di compiere missioni in ogni condizione meteorologica e ambientale, con disponibilità operativa h24, 7 giorni su 7. L’obiettivo, in sostanza, è non dover mai rinunciare al decollo a causa delle condizioni meteo. L’elicottero che opera con temperature sotto lo zero ha però bisogno di specifici sistemi, frutto di tecnologie molto sofisticate, come quelle di Leonardo, che permettano al mezzo di volare in presenza di ghiaccio. L’azienda offre inoltre soluzioni di visione ‘sintetica’ che, riproducendo la mappa dettagliata del territorio, aiutino il pilota a muoversi perfino in condizioni di scarsissima visibilità.

L’ELIAMBULANZA deve essere in grado di operare anche in alta montagna, dove la particolare conformazione del territorio rappresenta un pericolo costante. Molto spesso l’occhio umano non basta per calcolare le distanze. Perciò i sistemi degli elicotteri di Leonardo sono in grado di assistere il pilota quando il mezzo, ad esempio, dovesse volare vicino ad una parete di roccia, quasi fossero i sensori di parcheggio di un’automobile. Le soluzioni di Leonardo permettono poi di tenere sospeso nel vuoto l’elicottero senza che il pilota tocchi i comandi, pur in presenza di un forte vento laterale.

L’ELISOCCORSO del futuro potrebbe non basarsi su un elicottero tradizionale, ma su un “convertiplano”. Che cos’è? Un aeromobile in grado di decollare e atterrare come un elicottero volando però come un aereo. L’AW609 di Leonardo è al momento l’unico convertiplano per uso civile al mondo ed è prossimo all’ingresso sul mercato. Si aprono così nuovi scenari e nuove opportunità per i compiti di soccorso, grazie a caratteristiche che consentono, tra l’altro, la riduzione dei tempi di recupero e trasporto del paziente. Il velivolo, infatti, può raggiungere i 500 km/h contro i 250/300 di un elicottero tradizionale. Anche la cabina pressurizzata dell’AW609 rappresenta un punto di forza del nuovo velivolo, perché permette interventi di stabilizzazione del paziente senza precedenti per un aeromobile ad ala rotante. Il volo verso l’elisoccorso del futuro, insomma, è già a buon punto.