Un suggestivo scorcio delle dorate campagne
Un suggestivo scorcio delle dorate campagne

Non ci si capita per caso. Del resto, è anche difficile togliere tempo e giorni a una San Francisco che da sola si meriterebbe amore assoluto e zero distrazioni, per infilarsi in una West Coast dove reinventare il proprio, personalissimo California Dream. In auto, un’ora e mezza, forse anche meno. E nella Napa Valley si finisce per ricordare l’attore Paul Giamatti quando nel film Sideways interpreta l’intellettuale Miles che parte con un amico donnaiolo (Jack) per assaporare i vini pregiati di questo angolo d’America, viaggio fisico e onirico in un’America malinconica e un po’ alcolica. Diamine! Tanto nome e altrettanto immaginario per una striscia di terra che a malapena si allunga per trenta miglia. Ma la geografia – si sa - non è sempre una buona variabile per leggere la realtà. E se in materia di vino, la quantità prodotta nella Napa Valley è minima (4% della produzione viticola della California), il suo fatturato pesa per il 20%. Come dire: qualità eccelsa, bottiglie che veleggiano tra i 50 e i 100 dollari e una reputazione che ha fatto la fortuna di questo territorio lillipuziano, come confermano i fine settimana, quando le vigne diventano l’oggetto dei desideri dei “Google boys” della Silicon Valley e dei ticoons californiani desiderosi di confermare il loro status sociale in alberghi e ristoranti per happy few e la Highway 29 contiene a fatica il loro desiderio di degustare un famoso Cabernet Sauvignon sotto i pergolati di tenute e ville padronali, con sottofondo live di jazz o blues.

Se è per quello, c’è sempre la possibilità di sconfinare nella vicina Sonoma Valley, terra eletta del Pinot Noir, meno portata alla vetrina. Tant’è. Nell’America del sole che tramonta, niente è più intrigante di un wine tour tra le vigne che vestono le colline attorno al bucolico Silverado Trail o di un’esplorazione slow tra cantine che hanno l’ardire di rivaleggiare con quelle di Borgogna e Toscana. Sorprendenti? Solo per chi è ancor convinto che i grandi rossi e bianchi non possano che arrivare dal Vecchio Continente. Se ne resero conto anche a Parigi nel ’76, durante un’attesissima degustazione alla cieca, quando i vini della Napa Valley riuscirono a fare breccia nella giuria e a battere i più blasonati “rouges” e “blancs” di Francia. Per la piccola “Wine Country” californiana fu la consacrazione. E la stampa internazionale  sentenzi : Davide ha steso Golia.

TOP 5 DELLA NAPA VALLEY
  1. 1
    UNA SCELTA DIFFICILE
    Scegliere non è sempre facile. Ma alcune tenute meritano davvero la visita: tra le più grandi e blasonate, la Mondavi e la Beringer, ma anche le aziende vitivinicole dove è in genere richiesta la prenotazione, come Chateau Montelena, Stags Leap, Opus One, Chateau St-Helena e Duckhorn.
  2. 2
    PEDALANDO  SI ARRIVA
    È il modo più slow ed ecologico per esplorare la Napa Valley. E in ognuna delle località che marcano la regine è facilissimo noleggiare biciclette (costo medio sui 40 dollari al giorno). L’idea migliore: vivere questa esperienza a Yountville, punto di partenza di numerosi Bike Tours 
  3. 3
    UNA TERRA DI STELLATI
    La Napa Valley è una delle regioni statunitensi dove percentualmente si concentra il maggior numero di chef stellati. Per chi ama essere coccolato e guidato, niente di meglio dei Gourmet Food&Wine Tours regolarmente organizzati a Yountville.  Naturalmente i prezzi sono adeguati allo standard della regione
  4. 4
    BENESSERE
    Lo Shangri-La dei grandi vini californiani è anche il paradiso dei trattamenti termali, principalmente a Calistoga, località rinomata per le sue sorgenti, per i geyser e ovviamente per le sue spa. Il must: il bagno di fango caldo ricavato dalle ceneri vulcaniche del vicino Mount St.Helena.
  5. 5
    IL CALICE NELLA CARD
    Esperienza propedeutica che si pu  fare a Napa: acquistare una Wine Tasting Card che dà diritto ad una serie di degustazioni e assaggi in diversi locali della downtown, peraltro tutti raggiungibili facilmente a piedi.