Napa Valley: vigneti
Napa Valley: vigneti

Meglio rinunciare a un po’ di sonno. E intrupparsi tra gli early  risers, i mattinieri che lasciano il Golden Gate Bridge per raggiungere di buon ora la più glamour delle regioni viticole d’America, punteggiata da centinaia di piccole, grandi tenute viticole. Uno spettacolo”. Visto dall’alto, deve produrre l’effetto di una tavolozza gigante piena di chiazze geometriche stile Mondrian. E magia strana, anche senza ispirarsi alle sculture che punteggiano alcuni vigneti lungo la Highway 29, dove si celebra il “Cab”, come i californiani amano chiamare il Cabernet, “The King of all grapes”,  re dei vitigni e ragion d’essere di wineries prestigiose come la Grgich Hills, la Chandon, la Inglenook e la mitica Robert Mondavi di Oakville. Un mondo dorato, da esplorare accomodandosi nelle carrozze secolari del vecchio treno che parte dalla stazione “old style” di Napa per raggiungere St.Helena; o noleggiando una bici (giornaliero tra i 40 e i 90 dollari) perché non c’è niente di meglio di un viaggio lento per raccogliere le tante storie delle dozzine di cantine che si affacciano ai lati del rurale Silverado Trail.

Distanze relative e questo aiuta. Ci si attarda nell’Oxbow Public Market, pancia golosa e allegorica della città - Napa - che dà il proprio nome alla vallata. Ma senza togliere nulla alle graziose località della cosiddetta “Up Valley”, finite nelle mappe grazie ai grandi vini locali e ai loro produttori. La sosta a Yountville, piccola capitale gourmet della California;  la passeggiata tra le boutique chic affacciate sulla  main street di  St Helena; e le sorprese a Calistoga, tra sorgenti termali e foreste pietrificate di una lontana era vulcanica. Ma è solo contorno. Perché il vero show è e rimane la liturgia delle tasting rooms tra Oakville, Rutherford e le zone più collinari di Spring Mountain. Rinunciando – se serve - al ristorante per un più salutare e simpatico pic-nic tra le vigne di proprietà Charles Krug, Napa Cellars, Rutherford Hills o Bennett Lane.  

Certo, il Graal è sempre quello: prenotare un “flight”, una degustazioni di vino, in maison prestigiose come Chateau St.Helena, Stags Leap, Opus One e Duckpom, ben sapendo che se le più economiche gironzolano tra i 10 e i 20 dollari, spesso bisogna essere disposti a raddoppiare e anche a triplicare. Tant’è. Ci sono piaceri che meritano qualche sforamento nel budget. Ed è puro realismo: se l’America è la patria del “business first”, nella Napa Valley la grande bellezza non si accompagna proprio alla gratuità.