Tra le montagne trentine, e in particolare nelle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità Unesco, sono davvero numerose le possibilità di compiere escursioni e trekking, anche di più giorni, lungo la rete di oltre 5800 km di sentieri. Tra le più belle esperienze da vivere in alta quota c’è il fascino di camminare nelle prime ore del giorno, circondati dai colori caldi di rocce e pareti e nell’aria frizzante del primo mattino. E poi l’emozione di contemplare albe, tramonti e grandi panorami da uno degli oltre 140 rifugi aperti a partire da fine giugno a fine settembre, e in molti casi anche oltre questa data. Tutto è speciale in queste strutture, a cominciare dai gestori e alle loro storie. Persone che vivono da sempre un rapporto privilegiato con la montagna. Sanno “leggere” l’aria, le nuvole, il cielo, e dire se domani ci sarà il sole la pioggia, ma anche se le vostre calzature sono quelle adatte per i sentieri.

Tre anni di lavori di ristrutturazione, già complessi di per sé e in più portati avanti a una quota che sfiora i 3000 metri, stanno per restituire alla fruizione degli escursionisti uno degli storici rifugi nelle Dolomiti di Fassa: il rifugio Boè della Società degli alpinisti Tridentini nel cuore del massiccio del Sella, a quota 2.871 metri, aperto dal 20 giugno. Il rifugio è raggiungibile con diversi sentieri: il più lungo (3 ore e 45’), ma dal particolare fascino, è quello che sale da Pian Schiavaneis, lungo la strada per il Passo Sella, e rimonta la selvaggia e silenziosa Val Lastìes fino al Pian de Roces, Val Larga e infine Forcella di Antersass. La scelta progettuale è stata quella di affiancare al risanato volume del rifugio storico risalente al 1898, una nuova costruzione che riproponesse le dimensioni del vecchio edificio, ma realizzata con materiali moderni. Il rifugio, punto tappa sull’Alta Via Dolomitica 2, ha 76 posti letto e sale da pranzo, inclusa la stube storica, con 114 posti a sedere.