18 mar 2022

Schumi jr c’è, aspettando il sogno rosso

Mick partirà per la sua seconda stagione con la Haas, ma è anche il terzo pilota della Ferrari: se ci sarà l’opportunità, sarà chiamato

leo turrini
Sport
Mick Schumacher, 23 anni il prossimo 22 marzo, alla seconda stagione in Formula 1
Mick Schumacher, 23 anni il prossimo 22 marzo, alla seconda stagione in Formula 1

Restare indifferenti non si può. Anzi, la suggestione della memoria si impone, reclama addirittura la precedenza su qualunque altra considerazione.

Mick Schumacher, il figlio del Campionissimo, l’erede dell’idolo di milioni di ferraristi, si appresta ad affrontare la seconda stagione nel Mondiale di Formula Uno.

La prima è stata di puro apprendistato. Il ragazzo non disponeva di una vettura competitiva nemmeno al minimo livello. Del resto la Haas, scuderia statunitense legata alla Ferrari da uno stretto rapporto di collaborazione, lo aveva dichiarato a scanso di equivoci: nel 2021 ci limiteremo all’atto di presenza, senza investire sullo sviluppo della macchina.

Così stando le cose, Schumi 2 poco poteva pretendere e niente aveva da dimostrare. O meglio: il giovanotto ha vinto tranquillamente il duello interno con il compagno di squadra, il russo Mazepin. Missione compiuta: tanto che Mick, dopo tante battaglie esclusivamente dedicata alla conquista del …penultimo posto in pista, è stato promosso al rango di terzo pilota della Ferrari per il 2022. Tradotto: se un qualunque inconveniente obbligasse alla pausa uno tra Leclerc e Sainz, beh, toccherebbe a Schumacher junior prenderne il posto.

A questo punto, romanticamente, vale la pena ricordare quella che fu l’ultima esibizione del padre al volante monoposto del Cavallino. Brasile 2006. Un capolavoro.

Forse ci arriveremo. Forse un giorno rivedremo il cognome, quel cognome, nella lista dei tempi in pista, abbinato al marchio di Maranello. Può accadere, potrebbe accadere. Prima di quanto sia lecito immaginare.

Eppure, conviene restare ancorati al presente. Che cosa ci possiamo aspettare da Mick, nell’immediato?

Onestamente, dipende più dal team che dal talento del driver. La Haas ha scaricato Mazepin e il di lui genitore russo, un oligarca legato al giro di Putin. Forse alla scuderia mancheranno i soldi. E ci sono aspetti finanziari da non sottovalutare, quando si parla di Formula Uno.

Al netto di tutto questo, Schumi 2 è a un bivio. Servono prestazioni solide, testimonianze di una consistenza che già avuto modo di mostrare nelle fasi giovanili della sua carriera.

Il ragazzo è uno che impara, si sa adattare alle difficoltà, insomma riesce a manifestare senza troppi timori tratti di quella che era la personalità agonistica del padre.

A Maranello attendono ulteriori conferme.

 

 

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