Sofia Viscardi
Sofia Viscardi

“Mi piace mettermi in gioco e sono curiosa Internet va usato in maniera consapevole e non deve sostituire i rapporti reali”

NATA l'11 maggio 1998 a Milano
DIPLOMA: Liceo Classico
LAVORO: Youtuber e scrittrice

«Sono nata connessa, mi piace mettermi in gioco e soprattutto sono curiosa». Sofia Viscardi, 20 anni di Milano, è la voce della generazione Z, i nativi digitali cresciuti con Internet e i social media. Partendo dal web si è affermata come un’interprete sincera del mondo teen, ma con il passare del tempo ha convinto anche il pubblico 'over' perché parlando la lingua dei ragazzi dall’interno riesce a farsi capire anche dai grandi, mettendo in comunicazione due universi che spesso fanno fatica a dialogare.

I numeri che la raccontano fanno invidia alle più famose popstar: un milione e mezzo di follower su Instagram, oltre 864mila su Twitter, 190mila amici sulla pagina pubblica di Facebook e 75 milioni di visualizzazioni su YouTube, da dove tutto è partito. È lì che, a 15 anni, ha inaugurato il canale (oggi da 750.000 iscritti) dove postare sfoghi virtuali su amici, compiti, genitori, brutti voti, primi amori. Una sorta di diario online per condividere le emozioni, raccontare le esperienze e relazionarsi con nuove persone. Un diversivo nato per gioco che diventa virale. E fa il boom.

Ma è solo l’inizio. Perché l’etichetta di vlogger (video blogger) le sta stretta. O meglio, la sua passione per la scrittura è incontenibile così come la voglia di raccontare la sua generazione. Cambia le carte in tavola, anzi le piattaforme: dagli schermi dei computer alle pagine di carta. Così nasce “Succede” (Mondadori, 2016), il romanzo d’esordio subito caso editoriale con centomila copie vendute, diventato ad aprile 2018 un film. È una storia di licei, genitori, messaggi su WhatsApp, mattine in cui ‘si balza’ scuola, è un racconto di formazione dalla parte delle ragazze. È il modo della Viscardi di raccontare la sua vita reale attraverso i protagonisti della storia. 'Il mondo di Sofia': il romanzo filosofico di 550 pagine scritto da Jostein Gaarder è un regalo della nonna.

Il fenomeno generato prima dai video in Rete e poi da “Succede” cresce insieme alla milanese che si ritrova alle prese con l’esame di maturità. Momento cruciale nella vita di un adolescente che lei racconta in “Abbastanza” (Mondadori, 2018), il suo secondo romanzo che è un inno all’amicizia. Nel libro i quattro protagonisti riescono a superare una serie di problemi grazie «quel legame che li fa sentire parte di un qualcosa difficile da definire ma li fa stare abbastanza insieme». Nelle pagine del libro si evince che la 20enne crede ciecamente nell’amicizia, quella in carne e ossa, quella che si costruisce giorno dopo giorno frequentando le persone 'dal vivo'. Potrebbe sembrare una contraddizione per una nativa digitale ma per la star di Youtube «Internet va usato in maniera consapevole e non deve sostituire i rapporti reali».

Il suo pensiero arriva fino al Quirinale dove l’anno scorso il presidente Sergio Mattarella l’ha invitata (insieme ad altri youtuber) per un dibattito sui giovani e la Rete. È arrivata al primo posto della lista dei '100 under 30' più influenti nei media stilata da Forbes: un riconoscimento importante che fa capire come la Viscardi sia diventata davvero grande mantenendo la timidezza e naturalità di un’adolescente.

Sono proprio queste le doti apprezzate dai milioni di fan: a differenza di altri influencer, che appaiono lontani e idealizzati, la Viscardi resta la ragazza della porta accanto, genuina e sincera, che si mostra nei momenti più o meno felici, ma sempre veri. Tra le letture di Jennifer Egan e Baricco, e il legame strettissimo con la sorella minore, la Viscardi continua a porsi domande sulla sua generazione con un nuovissimo progetto narrativo dal titolo “Venti”, che viaggia sui social e sul suo canale Youtube, per scoprire cosa significa avere vent’anni oggi. «Venti è un posto dove chi è giovane si può sentire rappresentato» sostiene l’ex liceale milanese, portavoce della generazione che ha come parola d’ordine 'condividere'.