Madeline Stuart
Madeline Stuart

"Ho lavorato duro e continuo a farlo. Anche se sentite di aver raggiunto un certo successo, la strada è lunga. Non mollate mai"

NATA IL 13 novembre 1996 a Brisbane (Asutralia)
LAVORO: modella

Si sta riprendendo in fretta da un’operazione a cuore aperto, e ha un solo pensiero in testa che la rende allegra: tornare in passerella. Per Madeline Stuart, 22 anni, la prima modella al mondo con la sindrome di Down, sfilare ed esibirsi è diventata una straordinaria forma di inclusione, passione affetto e voglia di vivere.

La madre Rosanne che l’ha cresciuta da sola in una cittadina dell’Australia, dice che per Madeline farsi truccare e vestire è diventata non solo una professione che affronta con enorme impegno ma anche una straordinaria terapia.

Nata a Brisbane nel novembre del 1996, giudicata dai sanitari con una capacità cognitiva che difficilmente avrebbe superato quella di un bambino di 7 anni, la piccola modella biondo-rossa ha iniziato a sorprendere tutti quattro anni fa dicendo «io ce la posso fare... io ce la farò...». Venne folgorata dopo avere assistito ad una sfilata non lontano da casa, sedotta da quel mondo e dal suo fascino. A meno di 17 anni, per sperare di entrare negli abiti, riuscì a perdere più di venti chili: «Ho lavorato duro come qualsiasi altra modella –spiega col suo limitato vocabolario - e continuo ancora a farlo perché non ho nessuna intenzione di rinunciare al mio sogno».

Oggi decine di giornali e riviste dal New York Times a Vogue l’hanno già messa in prima pagina, considerandola un fenomeno e un esempio di tenacia senza precedenti. La Stuart ha già sfilato da New York a Parigi da Londra a Dubai, da Shangai a Tokyo in più di 100 manifestazioni. Sul web i suoi follower sono oltre 850.000, il video che nel 2014 la rese famosa in tutto il mondo ha avuto 7 milioni di visitatori.

Quando iniziò a mettere la mano sul fianco per presentare i modelli imparando a camminare sui tacchi a spillo, Madeline sentiva che quello sarebbe stato solo il primo passo e che, per funzionare, la magia avrebbe dovuto durare. «Sono contenta se col mio esempio e la mia fortuna – dice - posso aiutare a cambiare la mentalità con cui la società guarda e tratta le persone disabili…Voglio un pianeta che sia più tollerante e accetti di più: questo è il mio vero sogno».

Nel mondo del fashion  sempre molto selettivo e rigido con i suoi parametri di perfezione e bellezza, Madeline è piombata come un piccolo elefante in un negozio di cristalli infrangendo tabù e stereotipi. Anche  Model Alliance, l’associazione neyorkese che protegge il ruolo delle modelle e dei lavoratori della moda è stata attratta dal suo straordinario coraggio e da quello della madre che le fa da agente curando anche un sito molto seguito.

Nelle scorse settimane era attesa alle sfilate di Manhattan ma i tempi di lungo recupero dopo l’ennesima operazione a cuore aperto che ha subito (la prima aveva solo 8 settimane) l’hanno costretta a rimanere in Australia. Ma sarà pronta per le passerelle di primavera-estate  in Asia e in Russia.

Quando lei  sfila, mamma Rosanne è sempre dietro le quinte come un piccolo angelo protettore nel caso servisse. «Madeline non ha mai avuto paura della folla – dice - Si sente a suo agio anche a fianco di modelle molto più belle e alte di lei, è felice quando alle fine delle sfilate la abbracciano e si congratulano. Ma non è sempre così: a volte certi stilisti accettano di mandarla in passerella ma pretendono che lo faccia gratis. Noi non accettiamo perché questa sarebbe discriminazione e mortificazione. Comunque le cose stanno lentamente cambiando».

La fama internazionale, la soddisfazione delle associazioni dei disabili che la incoraggiano e sostengono, il successo del sito, hanno permesso a Madeline di lanciare anche una sua coloratissima linea di leggings, skirt e short che ha voluto chiamare “21 Reason Why” con riferimento diretto al 21° cromosoma che causa la sindrome di Down.

Trasformata e resa quasi irriconoscibile ad ogni sfilata da truccatori e stilisti geniali e coraggiosi, la piccola star sa diventare fatale e rock, metallica ed eterea. Il suo sguardo e il suo silenzio spontanei, sono penetranti e contagiosi come quelli di una diva. Nell’ultimo blog e su facebook, adesso che si è quasi completamente ripresa dall’intervento chirurgico, dice: «anche se sentite di aver raggiunto un certo successo, sappiate che la strada davanti a voi è sempre molto lunga: non mollate mai».