Alicia Giménez-Bartlett
Alicia Giménez-Bartlett

"Oggi più che mai l'8 marzo è una data fondamentale. La politica è lenta, ma la lotta delle donne non torna indietro"

NATA IL 10 giugno 1951 a Almansa in Spagna
LAUREA: Letteratura spagnola, università di Barcellona
LAVORO:Scrittrice
HOBBY:Letteratura e cronache politiche europee

Il suo nome è Giménez-Bartlett, Alicia Giménez-Bartlett. E' fra le autrici più vendute e tradotte del cosiddetto 'giallo mediterraneo'. I suoi romanzi hanno come protagonista una donna, Petra Delicado, poliziotta tosta e fragile, umana. Un caso editoriale. I suoi libri sono sempre in vetta alle classifiche (da noi sono editi da Sellerio di Palermo). Tradotta in quindici lingue, il suo successo è particolarmente evidente nel nostro Paese, in Germania e negli Stati Uniti, specie nelle città "letterarie" per eccellenza: New York e Boston. Nella vicina Francia i suoi libri spopolano. Il che dà la dimensione della sua "grandezza" letteraria, anche se lei, la dolce Alicia, ha tutto fuorché il tono della donna in carriera. Ama moltissimo l'Italia. Si è sempre occupata dei diritti delle donne. In questa intervista ci spiega perché.

Alicia, la sua opera è sempre stata dalla parte delle donne. Anche se, paradossalmente, lei ha avuto accenti molto critici nei confronti di un'icona del femminismo come Virginia Woolf...

«Sì, è vero, ho sempre pensato che fosse importante scrivere di donne e rivendicarne i diritti. Tuttavia, non si può essere troppo semplicistici. Il femminismo è fondamentale, ma che cosa poniamo come priorità: la lotta di classe o la lotta delle donne? Nel caso di Virginia Woolf, lei, che ha scritto Una stanza tutta per sé, considerava la sua cuoca inferiore e, a un certo punto nei suoi diari, pensa che non debba avere nemmeno il diritto di voto. Sono contraddizioni che devono essere sottolineate».

La sua fama nasce principalmente dalle indagini di Petra Delicado. Una donna intelligente e tormentata e brava. Che invecchia e sa di invecchiare. E' difficile costruire un personaggio "in divenire" con tutte le sue angosce?

«Quando ho iniziato la serie non sapevo se Petra sarebbe invecchiata o meno. Poi, a poco a poco, ho capito che era assurdo tenerla sempre nella stessa età. Forse perché anche la mia sensibilità di scrittrice sta invecchiando. L'esperienza degli anni che avanzano è istruttiva, ci rende più saggi e umili, come capita a Petra. Ci insegna anche a non perdere tempo in cose che non valgono la pena».

L'8 marzo: una data, una ricorrenza, una cosa inutile? Ci dà la sua definizione ideale e ce la spiega?.

«L'8 marzo è una data molto importante. L'ho sempre pensato, ma ora più che mai. L'estrema destra (Vox) è appena arrivata in Spagna e la prima cosa che ha affermato è che la legge in difesa delle donne maltrattate venga abrogata. L'8 marzo è fondamentale, più che mai!».

Si offende se la definiscono scrittrice di gialli, di gialli 'mediterranei'?

«Non mi offende! Al contrario, mi rende molto orgogliosa. Il giallo è un genere che ha molti lettori ed è proprio del mediterraneo... la culla della civiltà (anche se a volte non sembra)».

Ha insegnato letteratura per molti anni. Nelle sue classi di femmine e maschi ha assistito a fenomeni di discriminazione?

«No, non ho mai avuto questa sensazione. I miei studenti non hanno fatto molte differenze, forse nessuna».

Nelle letteratura, però, la discriminazione verso le donne sembra essere un'arma meno potente per gli uomini. Vero? Falso?

«È logico che sia così. Il problema è così caldo che coinvolge di più gli scrittori. Sì, più o meno consapevolmente, molti autori hanno raccontato di gravi ingiustizie commesse contro le donne».

Le si avvicina una donna che le dice: 'Voglio prendere coscienza dei miei diritti'. Quale scrittrice e quale romanzo consigla?

«Le consiglierei un classico: Il secondo sesso di Simone de Beauvoir. E se la donna fosse giovane e più rivoluzionaria, consiglierei di leggere Virginie Despentes».

Perché la politica appare sempre un passo indietro rispetto ai diritti delle donne? E' d'accordo con chi considera le 'quote rosa' inutili, se non dannose?

«La politica è lenta. Tuttavia, i governi sono sempre più consapevoli che la lotta delle donne è una sfida per il futuro che non tornerà indietro. Il nostro attuale presidente Pedro Sánchez ha un governo in cui le donne sono la maggioranza. Spero vinca nuovamente le elezioni».