Sandro Gini
Sandro Gini

ROMA, I VITIGNI del Soave in Italia e i tradizionali sistemi di coltivazione dell’uva in Iran, nella Valle di Jowzan, sono stati ufficialmente riconosciuti dalla Fao come Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (Giahs) per il loro modo unico di produrre uva e prodotti a base di uva usando pratiche e conoscenze tradizionali preservando biodiversità ed ecosistemi. È la seconda volta, dopo il riconoscimento alla «Fascia olivata Assisi-Spoleto», che i siti rurali in Italia vengono aggiunti all’elenco dei sistemi del patrimonio agricolo globale. La rete del patrimonio agricolo globale della Fao comprende ora 54 straordinari paesaggi in 21 Paesi in tutto il mondo. Le colline e terrazzamenti di Soave, secondo il gruppo consultivo scientifico Giahs riunitosi a Roma per la designazione, rappresentano uno dei sistemi agricoli meglio conservati di valore storico del Veneto. La produzione della vite e del vino nella zona di Soave risale all’epoca dell’impero romano. Con questo riconoscimento sono tutelati come patrimonio dell’umanità i tratti distintivi di questo territorio: la pergola veronese, il sistema delle sistemazioni idrauliche fatto di muretti a secco e terrazzamenti (riconosciuti ieri tra l’altro dall’Unesco come patrimonio immateriale), l’appassimento e il Recioto di Soave e l’organizzazione sociale fatta dai 3.000 viticoltori riuniti in una cooperazione virtuosa. Questo sistema, osserva la Fao, ha mantenuto i metodi tradizionali per la coltivazione dell’uva Garganega ed è riuscito a garantire una fonte di reddito sostenibile per l’intera catena di produzione: viticoltori, produttori di vino e imbottigliatori, anche durante i periodi più difficili. Nonostante siano costituiti da piccoli o piccolissimi terreni, i vigneti hanno inoltre lasciato il segno nei mercati del vino altamente competitivi grazie al forte senso di cooperazione ed innovazione del consorzio di Soave.

«È UNA GRANDE, grandissima soddisfazione – commenta Sandro Gini (nella foto), presidente del Consorzio Tutela Vino Soave – che mette Soave tra i più importanti sistemi agricoli e vitivinicoli al mondo, per la sua capacità di mantenere tradizioni centenarie, pur nella innovazione che deve contraddistinguere un sistema produttivo moderno, efficiente e capace di produrre reddito. Soave diventa esempio per l’intera umanità e di questo non possiamo che essere felici». Un lavoro iniziato nel 2006 con la pubblicazione di «Un paesaggio Soave» che prima di tutti ha riconosciuto come valore intrinseco tutti quegli elementi distintivi e identitari di un territorio che da più di 200 anni è dedito alla viticoltura; nel 2015 l’edizione di «origine, stile e valori» pone le basi al lavoro coordinato dal Consorzio, che ha portato al riconoscimento come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano; infine la scrittura della candidatura Giahs. «Il riconoscimento non è un traguardo ma un punto di partenza – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio – fatto dai tanti progetti che stiamo impostando per la conservazione dinamica di questo sito che è considerato unico al mondo. Tutto il sistema produttivo, attraverso questi progetti sta andando nella stessa direzione, fatta di sostenibilità e di fiducia nel futuro».