IL VINO NOBILE di Montepulciano era riconosciuto Oltreoceano ai primi dell’Ottocento, lo conferma il registro di Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, tra gli artefici della dichiarazione d’Indipendenza e appassionato collezionista di vino. Lo statista ne acquistava 123 bottiglie ogni anno, assicurandosi che provenissero da Montepulciano e fossero prodotte con Sangiovese, fino all’ordine record di 473 bottiglie effettuato nel 1806. Ma sono tanti gli estimatori d’eccezione che hanno apprezzato il Nobile di Montepulciano, comparso anche nel celebre romanzo Il conte di Montecristo, di Alexandre Dumas, abbinato alla cacciagione. Un emblema per l’enologia italiana, che nel 1966 riceverà la DOC e nel 1980 verrà nominato primo vino italiano a DOCG. Un vino con secoli di storia, di cui si conosce la produzione dal 789, tanto da guadagnarsi gli elogi di Sante Lancerio, cantiniere di papa Paolo III Farnese, che a metà del 1500 descriveva il Nobile di Montepulciano come «perfettissimo», e tra i preferiti da Guglielmo III re d’Inghilterra.

IL RIGIDO DISCIPLINARE impone che sia ottenuto con 70% di uva Sangiovese, o Prugnolo gentile, e 30% di altri vitigni a bacca rossa Toscani, distribuito dopo 2 anni di maturazione (3 per la Riserva), solo dopo il vaglio di una commissione ministeriale. Un brand affermato nel mondo, che nasce in un incantevole borgo medievale nel cuore del senese, amato anche dal musicista Sting che in febbraio ha presieduto l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, alla Fortezza da Basso di Firenze. Un brand storicizzato ma quanto mai attuale, che ogni anno festeggia lo sposalizio con il cibo, durante la manifestazione ‘A tavola con il Nobile’, ideata nel 2003 dal giornalista Bruno Gambacorta insieme al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. La cucina tipica toscana dell’antico feudo, è al centro di una sfida con due sessioni di gara che tra sabato 18 e domenica 19 agosto, vede contrapposte le 8 contrade del Bravio delle Botti, appuntamento storico della tradizione poliziana, dove i fornelli diventano le armi per difendere l’onore del proprio quartiere, quest’anno preparando i Pici, e abbinandoli al Vino Nobile di Montepulciano, per poi sottoporli al vaglio di una giuria internazionale di giornalisti, che indicherà il vincitore della manifestazione. Madrina dell’edizione 2018, Adua Villa, sommelier master class e docente Ais.