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Il bianco Gavi eccellenza sabauda

di Luca Bonacini
Ultimo aggiornamento il 28 agosto 2018 alle 12:57
Luca Bonacini

IL PIEMONTE dei grandi vini rossi famosi nel mondo brilla anche per un vino bianco di pregio, il Gavi. Un Docg che, per struttura, longevità ed eleganza, qualcuno ama chiamare «il più Barolo tra i bianchi». Inverni freddi ed estati calde, terroir marnosi, calcarei, argillosi, colline con esposizioni favorevoli battute dalla brezza del Mar Ligure, che incontra l’aria frizzante delle cime innevate, caratterizzano un calice duttile ed estroverso. È dal 972 che è documentata la coltivazione di vite in queste zone del Piemonte, mentre il vitigno Cortese sarà diffuso grazie ai genovesi, spinti per vocazione marinara a viaggiare e commerciare, e ai Doria, che esprimeranno la volontà di far arrivare il vino piemontese nelle lontane Americhe. Oggi raggiunge 70 Paesi del mondo, con il Regno Unito che è il primo mercato, seguito da Germania, Usa, Giappone e Russia. La Doc arriva nel 1974, nel 1993 nasce il Consorzio tutela, e nel 1998 si ottiene la Docg. Davvero interessanti il Minaia di Gianluigi e Diego Bergaglio, sapido e minerale; il Peloia di San Bartolomeo, elegante e dal frutto fine; il Villa Sparina dei fratelli Moccagatta, con note di fiori bianchi e pesca matura; La Raia Pisé, balsamico, minerale, lungo.

E ANCHE LA TAVOLA dimostra di apprezzare il Gavi. «Nelle versioni affinate anche sei sette anni, il Gavi di Gavi, si presta a molteplici abbinamenti – conferma Simona Beltrami, maitre sommelier del ristorante stellato Mago Rabin a Torino –. Dopo anni nei quali la sabauda Torino beveva quasi esclusivamente bianchi francesi, oggi la qualità delle cantine è tale che abbiamo in carta numerose etichette locali, da sposare alla cucina classica piemontese e a quella di ricerca. Ricordo una straordinaria annata ‘92 di Martinetti: conservava i profumi e la freschezza tipica del Gavi. Oleoso, di grande frutto, leggermente minerale, il Gavi è l’ideale con la tartare di Fassona, i tajarin al tartufo, il coniglio in umido e tome stagionate. Al momento dell’aperitivo, proponiamo il Cortese di Gavi con la Creme Cassis – conclude Beltrami – un Kyr rivisitato, abbinato al nostro Tacos di cervo». I primi vent’anni della Docg saranno festeggiati il 26 agosto a Gavi, nel corso della manifestazione Di Gavi in Gavi. La sesta edizione sarà all’insegna di ecosostenibilità, cucina senza sprechi e tutela dell’ambiente, ospite d’onore lo chef Antonino Cannavacciuolo.

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