Franco Cristoforetti
Franco Cristoforetti

LAZISE (Verona), E’ LA PINK revolution, la rivoluzione dei vini ‘rosa’. Non rosati, né rosé, spiega Franco Cristoforetti (nella foto), presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino: «Perché come esistono i vini rossi e i vini bianchi non vedo perché non dobbiamo parlare di vino rosa, anziché di rosato, un termine che ha invece un proprio senso compiuto solo in alcune denominazioni, come quelle della Puglia o della Calabria, o di rosé, che invece riguarda la Francia e lo spumante». A fare la rivoluzione sono i due Chiaretti del lago di Garda: quello di Bardolino (sponda veronese) e il Valtènesi Chiaretto (sponda bresciana). All’Anteprima del millesimo 2018, nella storica sede della Dogana veneziana di Lazise sul Garda, è stato un bagno di folla per le 63 cantine presenti. L’Italia dei rosati, anzi dei ‘rosa’, è nata qui sul lago di Garda nell’800, poi si è eclissata per quasi un secolo, per poi rinascere adesso che il rosa nel bicchiere è tornato di gran moda. I produttori delle due sponde stanno investendo in qualità e sfidano i francesi che coi loro rosé provenzali stanno invadendo gli Stati Uniti. La sfida nasce dal territorio, dalle uve autoctone (la Corvina è la base per il Chiaretto di Bardolino, il Groppello per quello di Valtènesi) che grazie a un brevissimo contatto del mosto con le bucce regalano un sorso rosa scarico ma brillante, fragrante di frutta bianca, energico, sapido, freschissimo, con tante sfumature speziate. Un vino non solo da estate, ma da aperitivo, da pesce, da sushi, da pizza, di grandissima versatilità. E che rivela insospettabili doti di longevità anche per 2-3 anni.

FORTI di una leadership in Italia che vale oltre 12 milioni di bottiglie i due Consorzi hanno gettato le basi per la costituzione di un «Istituto del vino rosa autoctono italiano» che debutterà al prossimo ProWein di Dusseldorf per la promozione congiunta dell’Italia in rosa assieme ad altri quattro grandi protagonisti: il Cerasuolo d’Abruzzo, Salice Salentino e Castel del Monte in Puglia e Cirò in Calabria. «Anche per unire Nord e Sud nel nome del vino rosa», spiega Alessandro Luzzago presidente del Valtènesi. La partnership tra i due Chiaretti del Garda – che già esportano il 60% delle bottiglie – li ha portati in tour in Francia, patria dei rosé, secondo importatore assoluto della nostra tipologia in rosa dopo la Germania, poi negli Stati Uniti (che stanno crescendo velocemente) e infine in Germania. A promuovere i vini ci pensa anche un territorio unico al mondo, il Garda, unica zona italiana segnalata dalla rivista americana Wine Enthusiast tra le 10 destinazioni enoiche al mondo da visitare nel 2019.