Olga Bussinello
Olga Bussinello

ROMA, È SINONIMO di cultura e tradizione il vino italiano di alta qualità in Cina. Apprezzato in modo particolare dai trentenni con reddito medio-alto, per loro stappare una bottiglia di Amarone, Barolo o Chianti è un modo per ‘vivere’ il vecchio continente. Un posizionamento ben diverso da quello dei vini francesi che, insieme ai cinesi sono i più richiesti, tuttavia i consumatori di fine wines hanno una maggiore propensione ad acquistare etichette made in Italy.

LO RILEVANO gli ultimi dati della ricerca di Wine Intelligence svolta per il Consorzio di Tutela vini Valpolicella, che analizza il grado di riconoscibilità e propensione all’acquisto in alcuni mercati come la Cina da parte dei consumatori di fascia alta. «Il vino francese resta ampiamente leader di mercato nel settore del vino – spiega il direttore del Consorzio, Olga Bussinello (nella foto) – ma per chi lo acquista, 50-60enni, rappresenta uno status symbol non un desiderio di conoscenza, cosa che invece avviene per un’etichetta italiana».