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La qualità asburgica di Cantina Kaltern

di LORENZO FRASSOLDATI
Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 12:33
Lorenzo Frassoldati

QUI, FINO AL 1919 era impero austriaco e i vini del Lago di Caldaro finivano sulle tavole imbandite della real corte di Vienna. Forse da questo dna asburgico discende una disciplina produttiva rigorosamente votata alla qualità e alla passione collettiva di tanti piccoli viticoltori. In Alto Adige le cantine cooperative sono frutto di una struttura fondiaria frammentata (poderi di 1-1,5 ettari di media). Cantina Kaltern è la cantina principe del lago omonimo. L’attuale realtà, frutto della fusione di quattro cantine sociali sulla Strada del vino, conta oggi 800 soci e 470 ettari di vigna. Sui terrazzamenti attorno al lago si coltivano Gewürztraminer, Pinot bianco, Pinot nero, Muller, Lagrein e la moderna Schiava (qui chiamata Kalterersee) che a Caldaro ha trovato il suo habitat  ideale. Le linee produttive sono tante (magari forse troppe) ma tutti i vini rispondono a uno stile solido ed essenziale, improntato a sapidità e rigore, con un rapporto qualità/prezzo invidiabile.

LA CANTINA quest’anno ha lanciato Quintessenz, un top di gamma che riunisce cinque interpretazioni di altrettanti vitigni focus dell’azienda: in primis la Schiava del Lago di Caldaro (Kalterersee Doc), ma anche Pinot Bianco, Sauvignon, Moscato Giallo in versione passito (ex Serenade, vino leggendario) e infine un Cabernet Sauvignon. La Schiava Quintessenz appena imbottigliata è un rosso fragrante, di bel frutto intenso al naso e in bocca, da bere in versione primavera-estate anche leggermente rinfrescato. Chi ama il bianco provi invece Vial Pinot Bianco 2016 e Stern Sauvignon 2016, entrambi piacevolissimi. In enoteca tra 11,50 e 12 euro. Kalterersee Quintessenz 2017, Kaltern Info: www.kellereikaltern.com

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