Antonio Centocanti
Antonio Centocanti

ANCONA, LA SVEZIA è la nuova frontiera del vino bianco italiano e, in particolare del Verdicchio, che, grazie anche ai cambiamenti climatici, sta crescendo a doppia cifra (oltre 20% a volume), ma per sfruttare questa fase favorevole e agevolare la penetrazione nel mercato è necessario ampliare i disciplinari, prevedendo la possibilità di confezionare in contenitori e chiusure alternativi come i formati ‘bag in box’ e il tappo a vite (ora è obbligatorio quello di sughero) in linea con le scelte dei consumatori scandinavi e internazionali. La richiesta è stata avanzata dai vertici dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini, il presidente Antonio Centocanti (nella foto) e il direttore enologo Alberto Mazzoni, durante un convegno a Porto San Giorgio organizzato da Assoenologi Marche in collaborazione con Enò che si occupa di biotecnologie in campo enologico. L’Italia ha il ruolo di paese leader nella vendita del vino in Svezia con circa 56 milion di litri l’anno rappresenta il 28% del mercato, seguita dalla Francia con il 14% e dalla Spagna. Il mercato svedese è caratterizzato da consumi in prevalenza di vino rosso, che ora però stanno registrando una flessione, a vantaggio di bianchi, rosati e spumanti. In questo scenario si colloca il successo crescente del Verdicchio marchigiano. Altro segmento che incontra le preferenze degli scandinavi sono i vini bianchi, rosati e rossi giovani, ottenuti da uve in appassimento.