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Di buon auspicio

di Lorenzo Frassoldati
Ultimo aggiornamento il 22 agosto 2018 alle 11:43
Vendemmia (Acerboni/FotoCastellani)

ROMA DA UNA DELLE VENDEMMIE più scarse di sempre (nel 2017 furono prodotti 42,5 milioni di ettolitri) a un netto recupero. L’Osservatorio del vino Uiv-Ismea prevede quest’anno una produzione di vino tra i 47-49 milioni di ettolitri: «Un bel miglioramento – commenta Paolo Castelletti, segretario generale Uiv –, anche se il clima ci ha riservato sorprese, alternando gelate, grandine e forti piogge. Agosto sarà decisivo per la regolare maturazione delle uve, determinando volumi, grado zuccherino, acidità e aromi». Coldiretti, dal canto suo, stima un aumento di produzione tra 10% e il 20%. In qualche area del Paese si è già cominciato a tagliare, partendo dai bianchi. Nella Franciacorta delle bollicine si è esordito dai vigneti del versante sud del Monte Orfano, dove la raccolta di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot bianco è sempre anticipata, grazie al microclima. Dall’ultima settimana di luglio il tempo si è stabilizzato e le temperature calde, ma in linea con la media, hanno agevolato la maturazione delle uve. Sarà la settimana di Ferragosto a vedere impegnato nella raccolta il resto della Franciacorta. «In Sicilia – dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio Doc Sicilia –, il Pinot grigio appena raccolto ha avviato una vendemmia che fa prevedere quantitativi al di sotto della media, anche se superiore al 2017. Colpa delle piogge estive che hanno interessato una vasta area viticola del Trapanese». Nell’isola pioggia, maltempo e grandinate hanno colpito la parte occidentale, portando peronospora e oidio, che potrebbero aver compromesso quantità e qualità delle uve: il Nero d’Avola potrebbe registrare un taglio fino al 40% rispetto alla media. Il clima è il fattore decisivo. In Veneto, prima regione produttrice, nonostante qualche grandinata, i vigneti sembrano in ottimo stato. In Piemonte il freddo primaverile, l’elevata piovosità da aprile a giugno e alcune grandinate hanno reso difficoltosa la gestione, ma le calde giornate di giugno hanno fatto segnare un recupero ottimo. In Trentino e Friuli si prevedono qualità e qualità in miglioramento. In Emilia Romagna, nonostante qualche attacco di peronospora, uve belle e in regola con il calendario di maturazione. Però la siccità del 2017 ha lasciato in eredità molto invenduto.

«ABBIAMO FATTO passi in avanti, ma non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto all’esterp», denuncia Eugenia Bergamaschi, presidente Confagricoltura E-R. In Toscana si prevede un deciso aumento sul 2017, anche se sulla vendemmia 2018 incideranno i problemi causati da gelate e siccità. Assoenologi chiede una modifica al Testo Unico della vite e del vino (legge 238/2016) per sbloccare il periodo vendemmiale (previsto dal 1 agosto al 31 dicembre). Si chiede che ogni regione decida in base alle esigenze. 

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