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Valpolicella, scattano le diffide contro i falsi online: 115 in un mese

Primi frutti dell’accordo tra consorzio e task force del ministero: sanzioni a siti internet

Ultimo aggiornamento il 22 agosto 2018 alle 11:06
Olga Bussinello, direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella

VERONA A MENO DI UN MESE dalla sigla del protocollo di cooperazione tra il Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi (Icqrf) del Ministero Politiche Agricole sono state inviate già 115 diffide ad altrettanti siti web, sia nei Paesi terzi che in Europa. Lo annuncia il direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello (nella foto), definendolo «un risultato importante ma non sorprendente, vista la proliferazione dei falsi made in Italy». La task force anticontraffazione è stata avviata agli inizi di luglio dall’Icqrf, in collaborazione con il Consorzio e a difesa delle denominazioni che insistono sul territorio scaligero. IN PARTICOLARE, sono state inviate alle autorità le notifiche per 115 siti, di cui 50 con dominio canadese, 22 statunitense, 25 del Regno Unito e 5 irlandesi. «Inoltre – precisa il Consorzio – sono state riscontrate irregolarità sui siti di eBay (5) e Amazon (8)». Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni del vigneto Valpolicella (Amarone, Recioto, Valpolicella e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone, che traina l’export della DOP.

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