QUANDO in Francia e in Piemonte, in Veneto e in Toscana si ha bisogno di una trasfusione di sangue, si va in Puglia a comperare vino. Questa benedizione/maledizione dura da più di un secolo e ha compromesso a lungo la meravigliosa identità enologica di questa terra. Soltanto in tempi recenti è cominciato il grande riscatto. La Puglia vende sangue per rafforzare vini anemici d’ogni dove, ma finalmente produce in proprio grandi etichette che stanno affermandosi molto brillantemente sui mercati di tutto il mondo. È d’uso riconoscere a Gianfranco Fino e al suo Es il merito di aver affermato per primo una decina di anni fa sui mercati internazionali il Primitivo di Manduria, vino signore di questa terra. Parlando dell’azienda Tormaresca della famiglia Antinori, fortissimo è il ricordo di Masseria Maime, un superbo Negroamaro Salento e del Torcicoda Primitivo della stessa area. Leone De Castris, nota nel mondo per il Five Roses nato nell’immediato dopoguerra e artefice delle fortune di famiglia, si distingue per il Salice Salentino Riserva ‘Per Lui’. Cantine Due Palme, guidata magistralmente da Angelo Maci, dimostra come una società cooperativa (1.200 soci) possa unire a grandi volumi a grande qualità, come dimostrano i due Salice Salentino, Selvarossa e 1943. Di Conti Zecca, che produce vino dalla metà degli anni Trenta, ci piacque assai il Cantalupi Riserva, blend di Negroamaro e Malvasia Nera. Beppe Di Maria che ama il vino quanto le sue splendide automobili sportive, con l’assistenza dell’enologo Riccardo Cotarella, ha il merito di aver riportato agli onori del mondo un vino dimenticato come l’Ottavianello, anche se i consensi maggiori della critica vanno al suo Primitivo. Il mio amico Albano Carrisi ha investito nel vino i primi soldi guadagnati cantando. Oggi esporta i tanti paesi del mondo, a cominciare dall’amata Russia e il suo vino di riferimento è il Platone, metà Primitivo, metà Negramaro, con belle sfumature da basso lirico. Tra i migliori vini della Puglia vanno segnalati quelli dell’azienda Felline e innanzitutto il suo Primitivo di Manduria Sinfarosa Zinfandel 2015. Nelle Tenute Rubino, onore al Torre Testa che valorizza un singolarissimo vitigno in purezza, il Susumaniello. Chiudiamo con l’azienda Torrevento all’interno del Parco Rurale della Murgia. Francesco Liantonio ha scalato le classifiche con il Castel Del Monte Vigna Pedale e con il Nero di Troia Ottagono. Ci fermiamo qui. Ma la Puglia farà parlare di sé sempre di più.