Vigneto

ROMA, C’È UNA SFILZA DI SEGNI ‘PIÙ’ nella tabella sulla produzione vitivinicola prevista per il 2018 che Assoenologi ha redatto ai primi di settembre, quando il 15% dell’uva era stata raccolta. Si va dal +35% di Lazio-Umbria, al +30% di Emilia Romagna al +25% di Piemonte e Toscana, al +22-23% di Veneto e Trentino Alto Adige, al +15% di Marche e Abruzzo, a tutte le altre regioni comprese in una forbice tra +15 e + 20% (unica eccezione Sicilia con +8%). L’eterna contesa tra Puglia e Veneto su chi produce di più, pare che per il millesimo 2018 si risolverà a favore della Puglia, con una produzione prevista di quasi 12 milioni di ettolitri (Veneto poco sopra ai 10). Complessivamente la produzione nazionale toccherà quasi 56 milioni di ettolitri (per l’esattezza 55,8) dopo la ‘magra’ dell’annata 2017. Insomma, siamo tornati nella media delle annate di piena produzione. Anche il periodo della raccolta risulta nella norma, con circa 7/15 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno.

«ANCHE QUEST’ANNO Assoenologi è stata particolarmente attenta e cauta nelle sue stime – avverte il presidente Riccardo Cotarella –, in considerazione del fatto che i cambiamenti climatici possono creare, anche in territori limitrofi, forti differenze sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Alla data attuale (primi di settembre, ndr) Assoenologi stima, con cautela, un quantitativo di oltre il 20% rispetto allo scorso anno e una qualità eterogenea, buona con diverse punte di ottimo ed alcune di eccellente. Il tutto, comunque, può variare anche sensibilmente a seconda dell’andamento climatico dei mesi di settembre e ottobre».

IN TOSCANA la previsione produttiva è di 2,4 milioni di ettolitri di vino (1,9 milioni nel 2017, dato Istat). Si è iniziato a vendemmiare nella seconda decade di agosto con la raccolta delle bianche precoci, quali Chardonnay, Pinot e Viognier. Nei primi giorni di settembre è stata la volta delle uve a bacca rossa (Merlot, Syrah). La raccolta di Vernaccia e Vermentino è prevista per il 15-20 settembre, cui seguirà la raccolta di Sangiovese, uva base per la produzione di Chianti, Chianti Classico e Brunello di Montalcino. Qualità non omogenea, ma molto interessante con diverse punte di ottimo, dice Assoenologi. In Emilia Romagna si sale a 7,8 milioni di ettolitri. La vendemmia è iniziata in tutta la regione intorno al 20 di agosto con le uve precoci (Pinot bianco, Pinot grigio e Chardonnay). In Emilia i conferimenti di Pignoletto, Malvasia e Ancellotta iniziano a settembre mentre per i Lambruschi bisogna attendere l’ultima decade del mese. In Romagna settembre è partito con la raccolta di Albane e Cagnina, poi seguirà il Trebbiano. Mentre per il Sangiovese, in lieve ritardo, la raccolta è prevista per la seconda metà di settembre.

PER QUANTO concerne il mercato, vista la stima produttiva, si prevede un ribasso dei prezzi delle uve che inciderà anche su quelli dei futuri vini. Nelle Marche si stima un +15% in quantità, pari a circa un milione di ettolitri. Si è partiti nella seconda decade di agosto con le basi spumante (Pinot Nero), poi Incrocio Bruni e Chardonnay, quindi è stata la volta del Pecorino. A settembre si parte con Verdicchio e Passerina, poi il Sangiovese, e infine il Montepulciano a fine mese. In Umbria-Lazio vendemmia abbondante, con una previsione di quasi 2,4 milioni di ettolitri (1,7 nel 2017). La raccolta è cominciata in media dopo Ferragosto ed ha coinvolto le varietà internazionali, precoci, a bacca bianca (Chardonnay e Sauvignon). A seguire i bianchi autoctoni e i primi Merlot. In Lombardia Assoenologi stima un +20% in quantità, per oltre 1,4 milioni di ettolitri. Per le bollicine di Franciacorta si è partiti nella seconda settimana di agosto, per quelle di Oltrepò il pieno dei conferimenti è previsto a metà di settembre, mentre in Valtellina si dovrà attendere il mese di ottobre.