Giovanni Iula
Giovanni Iula

MILANO, L’IDEA è piaciuta subito: ordini un vino (o una birra) e ti arriva a casa in trenta minuti, alla giusta temperatura. Ed è piaciuta non soltanto ai giovani, ideale platea di riferimento per un servizio che ha radici online. Winelivery, la startup che ha dato una rinfrescata al mondo del beverage, continua a riscuotere interesse anche da parte degli investitori. Lo dimostra il terzo round di crowdfunding (sulla piattaforma CrowdFundMe), seguito a due campagne che sono servite a raccogliere prima 150mila euro (l’obiettivo era a quota 50mila), poi 400mila (obiettivo 150mila) da oltre 300 investitori: stavolta il traguardo minimo fissato a 400mila euro è stato raggiunto con grande anticipo. A un mese dalla scadenza, è già stato reperito più di un milione di euro. Risorse che serviranno a sviluppare ulteriormente Winelivery, realtà nata a Milano nel 2016 da un’idea di Francesco Magro e Andrea Antinori (nella foto sopra) e in continua espansione, pronta – anche grazie all’ultima campagna di crowdfunding – ad approdare all’estero. Il successo registrato a Milano ha portato il servizio in altre città: a ottobre 2017 è stata aperta una seconda filiale a Bologna, seguita da Torino nel gennaio 2018, Bergamo a luglio e Firenze lo scorso ottobre. Da inizio 2018 sono state vendute circa 83mila bottiglie, 4.439 nuovi clienti hanno ordinato sul portale www.winelivery.com e tramite app (Android e IOS), 30.205 le app scaricate. «Siamo soddisfatti dell’andamento» spiega Giovanni Iula (nella foto qui a fianco), responsabile dello sviluppo di Winelivery nelle città in cui è attivo il servizio. «Il servizio sta riscuotendo successo. A Bologna, ad esempio, abbiamo venduto oltre 2.300 etichette nel mese di novembre. La clientela – osserva Iula – è variegata, dallo studente universitario alla persona che chiede un vino ricercato. Il comune denominatore è il consumo consapevole che anche noi vogliamo promuovere».

GIÀ, ma come funziona Winelivery? Tramite sito, app o telefono, si può ordinare – tutti i giorni dalle 10 all’una di notte, alle 2 nei weekend – e ricevere a domicilio vini, birre e bevande in 30 minuti e alla giusta temperatura di consumo. Ed ecco che dal Chianti al Barolo, passando per Merlot o Barbera, «offriamo i migliori vini, etichette blasonate e vere e proprie ‘chicche’ che altrove sarebbe difficile trovare. Molto apprezzata è anche la nostra selezione di birre artigianali». Nel futuro di Winelivery c’è da raggiungere l’obiettivo di arrivare nelle 25 maggiori città italiane e brindare anche all’approdo all’estero. Un orizzonte non troppo lontano per la startup che vale già più di 7 milioni di euro e che ha visto il proprio fatturato incrementarsi del 600% in meno di un anno: nel 2019 sono in programma aperture a Roma e Monaco di Baviera.