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Lo spumante sotto il lago

di Diana Zerilli
Ultimo aggiornamento il 28 agosto 2018 alle 12:58
Diana Zerilli, Sommelier e wine brocker

LEVICO, bella località nel punto più alto del Fondovalle della Valsugana, a 520 metri, conserva il vino sotto il Lago. Questo bacino si è formato in tempi relativamente recenti, a causa dello sbarramento alluvionale del tratto di valle compresa fra il Colle di Tenna e la Canzana da parte del Rio Vignola e del Rio Maggiore. Qui, se volete degustare un ottimo Spumante, tuffatevi nel Lago. Sì, avete letto bene. La Cantina Romanese, dei fratelli Andrea e Giorgio, è protagonista di una storia davvero unica e sensazionale. Dal 1998, i due fratelli coltivano con passione i loro vigneti situati a 600 metri di altitudine, ai piedi della catena del Lagorai. Dopo anni di prove ed esperimenti, nel 2013 decisero di alloggiare 2.016 bottiglie sul fondale del lago, a circa 15/20 metri di profondità.

A QUESTA PROFONDITÀ la temperatura rimane pressappoco costante sia d’estate sia di inverno, quando il lago viene ricoperto da una superficie di ghiaccio. Una produzione di nicchia, dove lo spumante si affina in modo diverso. Affinare significa mettere in bottiglie il vino con i lieviti e lasciarlo quindi in cantina a ‘lavorare’ con questi, assorbendo così profumi nuovi e iniziando a formare le bollicine. Bollicine che, in questo caso, sono sottili e persistenti: la cantina dove si formano è il fondale del lago. Le bottiglie, a quella profondità, giacciono comode, senza il pericolo che imbarchino acqua, e dove la pressione esterna esercitata sul tappo garantisce la conservazione e un ottimo affinamento. Che dire, tuffatevi nel lago, pescate lo Spumante di Lagorai e servitelo a 6/8 gradi. Rimarrete estasiati. In alto i calici!

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