Alberto Mazzoni

JESI, «L’ISTITUTO MARCHIGIANO di tutela vini (Imt) ringrazia l’Ispettorato repressione frodi dei prodotti agroalimentari di Emilia Romagna e Marche per aver condotto le indagini, avviate in seguito a una segnalazione da parte del nostro Consorzio, a tutela della principale Doc marchigiana, che immette sul mercato circa 15 milioni di bottiglie l’anno con 401 viticoltori e quasi 2.200 ettari coltivati». Il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni, commenta così il sequestro di 150mila litri di falso Verdicchio dei Castelli di Jesi rinvenuti in una cantina di Cossignano e nella piattaforma di una catena di distribuzione a Monteprandone e a Perugia. «Un’azione condotta grazie anche al ruolo indispensabile dell’ente terzo di certificazione Valoritalia Sop 21, che rientra nei compiti statutari del Consorzio a salvaguardia del vigneto Marche: per questo – ha aggiunto Mazzoni – l’Istituto sulla vicenda si costituirà parte civile e presenterà una denuncia contro ignoti. Quella della lotta alla contraffazione rappresenta l’altra faccia di una medaglia, quella della qualità, che il nostro prodotto si è conquistato sul campo». Pochi giorni fa il Verdicchio era stato protagonista del World Wine Awards 2018 di Decanter, rivista inglese tra le più prestigiose.