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I pioneri del Prosecco

di Giuseppe Catapano
Ultimo aggiornamento il 22 agosto 2018 alle 11:06
Il Prosecco è lo spumante più venduto al mondo - Foto: mattjeacock/iStock

CONEGLIANO (Treviso) L’ITALIA era stata fatta. Bisognava fare gli italiani e il percorso era avviato. Anno 1868. Antonio Carpenè, convinto garibaldino con in tasca una laurea in chimica, aveva un sogno: produrre nel suo Veneto quel vino spumeggiante che solo i francesi – fino ad allora – sapevano realizzare. Ci riuscì con Angelo Malvolti: insieme fondarono lo Stabilimento vinicolo trevigiano con annessa distilleria a vapore, come recita un’insegna di fine Ottocento. La Carpenè Malvolti fu la prima in Italia a produrre spumanti. E ad Antonio Carpenè è riconosciuto il merito di aver ‘dato’ le bollicine al Prosecco. Creando il Prosecco, inteso come ciò che è oggi. «La paternità è della Carpenè Malvolti, non ci sono dubbi. È un dato di fatto» esordisce il direttore generale Domenico Scimone. Un secolo e mezzo dopo, la missione di Antonio – che ha anche fondato la scuola enologica di Conegliano – può dirsi ampiamente compiuta. E il suo sogno, realizzato. Il 2018 è l’anno dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario: un ricco calendario di eventi celebra la Carpenè Malvolti e anche la storia vitivinicola dell’intero territorio, candidato a diventare patrimonio Unesco con le colline del Conegliano e Valdobbiadene. «Perché anche il Prosecco festeggia i suoi 150 anni...». Alla guida dell’azienda c’è Etile Carpenè, quarta generazione di famiglia, attuale presidente. La figlia Rosanna, quinta generazione, cresciuta tra i grappoli di Prosecco e l’odore del mosto, da anni rappresenta il volto giovane della realtà veneta. Un ‘colosso’ da 5,7 milioni di bottiglie all’anno, 34 milioni di euro di fatturato e una quota export del 57%. «Puntiamo a crescere ovunque – continua Scimone – ma c’è un mercato che non ha ancora espresso completamente il suo potenziale, quello degli Usa. Lì il Prosecco può fare tanta strada. In generale, l’obiettivo è migliorare con le nuove tecnologie. E vogliamo comunicare il valore del territorio. Scienza e coscienza ci guidano...».

LA CARPENÈ MALVOLTI opera con due siti produttivi: la sede storica di Conegliano, al numero 1 della via dedicata al fondatore, restaurata di recente, e quella di Follina. La Cantina è presente in 60 mercati esteri – da leader in molti di questi, così come in Italia – con una produzione ripartita tra il Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore Docg, Brandy, Grappa, Rosé Brut e Metodo classico. Il cuore in Veneto e l’orizzonte in tutto il mondo. «Il legame con il nostro territorio – aggiunge il direttore generale – non è mai stato e mai sarà in discussione». Perché la Carpenè Malvolti è uno dei simboli del made in Italy nel mondo. La sua storia accompagna quella dell’Italia. «Siamo gli unici nel settore della spumantistica sempre nelle mani della stessa famiglia». Una storia cominciata grazie a un sogno. Realizzato

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