Vigneto
Vigneto

MONTECCHIO (Terni), LA RIVOLUZIONE delle ragazze ha un padre nobile: Seneca, e quel suo detto per il quale più che la fortuna esiste il momento in cui il talento incroci l’opportunità. Ne è convinta Dominga Cotarella, che insieme alle cugine Elena e Marta ha messo in piedi una rivoluzione non da poco, con due «vittime» illustri, nientemeno che i padri quelli veri, reali: Riccardo, principe degli enologi (120 consulenze per il mondo, cattedra universitaria, presidente di Assoenologi, e Renzo, da più di trent’anni numero uno della galassia Antinori. Cugine, ma tanta è la vita condivisa che loro stesse per prime amano definirsi Cotarella Sisters, «in effetti – racconta Dominga – nella vita anche di tutti i giorni abbiano condiviso proprio tutto, la tv in salotto e la cucina, e il legame è fortissimo».

LEGAME fortissimo, provenienze culturali e ‘di talento’ differenti: Dominga, la più grande, figlia di Riccardo, «quella che ha più idee, e le altre due si fidano sempre al cento per cento», viene da studi di agraria, e da una lunga esperienza in Antinori, malgrado le resistenze in famiglia, «ma è sempre la seconda generazione – attacca – quella che il mondo metterà alla prova»; Marta è l’anima amministratrice, per effetto del lavoro in Ernst & Young, Enrica segue il marketing e cura la comunicazione nel mondo per gli studi sostenuti. Ruoli diversi, ma complementari: l’unione fa la forza, nella rivoluzione delle ragazze. Non senza spargimento di sangue, «non nascondo che all’inizio – sorride Dominga – hanno cercato in tutti i modi di farci cambiare idea». A partire dal nome: la rivoluzione delle ragazze avrebbe cambiato Falesco, lanciatissimo sui mercati proprio perché altamente identitario con i ‘grandi vecchi’, in Famiglia Cotarella.

ED È ANDATA così: «Oggi – racconta Dominga – a livello operativo loro boin mettono più bocca, ma a livello strategico condividiamo ancora, l’esperienza è irrinunciabile». È cosi che nasce allora l’idea di una nuova linea di cru. Il nuovo Montiano, il vino di punta, il grande merlot, «da una selezione ancora più severa, quasi talebana, con piccole raccolte e piccole vinificazioni; calerà del 30% la produzione, con un sacrificio per l’azienda, ma ne varrà la pena: il nuovo Montiano uscirà a settembre, ma intanto nelle degustazioni «à l’aveugle» regge il confronto con i grandi merlot del mondo». E la rivoluzione porta con sé un secondo cru, del tutto nuovo, il Sodale, «più semplice ma estremamente caratterizzante, legato strettamente all’altro».

E NON si fermano, le ragazze. Creano Liaison, piccola distribuzione di chicche, due Champagne (Vilmart e Filaine) e due Borgogna (Xavier Durand e Claude Chevalier, «guidata, guarda caso, da cinque ragazze»). Nascono altre creature, ecco Intrecci, scuola di alta formazione per professionisti di sala nella ristorazione, «parlando con tanti nostri clienti è emersa una richiesta importante senza corrispondente offerta, naturalmente mio padre mi criticava ma io ero convinta, oggi siamo al secondo corso con 25 iscritti a questa scuola che è un college-campus, e tutti i nostri ragazzi partecipano a stage in tutti i ristoranti italiani con tre stelle e in molti internazionali». E poi, negli spazi dell’azienda, ecco Tellus, la fattoria didattica partner dell’Ospedale del Bambin Gesù di Roma: sarà operativa a settembre, «un bellissimo progetto, un parco inclusivo dove tutti i ragazzi di tutte le abilità potranno usare gli stessi tipi di giochi».

ECCOLE qua, le ragazze Cotarella al timone. Da sole. Ma ben sorrette: Riccardo e Renzo hanno fiutato un bellissimo acquisto a Montalcino, Le Macioche, culla di un gran Brunello. E comunque Dominga cala l’ultimo carico: «Noi Sisters siamo cresciute in una famiglia di forte impronta maschile, ma possiamo fare la differenza».