SIENA, GRAN MARONE , Vinocella, Valpolicella Style, Ripassa, Aminirone: sono alcun dei 17 nomi di ‘falsi’ o denominazioni improprie e illegali perseguite dal Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella in 12 mercati mondiali, dalla Cina alla Danimarca, dalla Svezia al Regno Unito e all’Armenia. Una ‘caccia’ all’italian sounding indispensabile per un Consorzio che, come spiega il presidente Andrea Sartori (nella foto), fa dell’export il punto di forza e che negli ultimi anni è cresciuto molto (il giro d’affari oggi vale oltre 2,2 milioni di euro).