CHAMPAGNE è parola che evoca immediatamente prestigio, lusso, festa e piacere. Soprattutto piacere. Ciò nonostante, questo è ancora il vino del paradosso: se da un lato il suo nome lo rende universalmente noto, dall’altro la sua conoscenza è quasi nulla. E questo porta anche a scelte non proprio felici e a tentennamenti sul come gustarlo al meglio se non si è grandi appassionati. Una buona bottiglia di champagne è uno dei regali solitamente più apprezzati e non solo in occasione del Natale: dona emozione, anche stupore. Purtroppo, però, spesso si pensa che costi troppo. Non è così. Si trovano champagne buonissimi a un costo contenuto anche tra i grandi nomi, penso a un Brut Premier di Louis Roederer o al meno conosciuto Charles Heidsieck, ma anche a Delamotte, fratello del grande Salon. Veri capolavori. Ci sono poi i piccoli vigneron, che producono gioiellini molto rappresentativi del territorio di provenienza e che, spesso, sanno conquistare anche i meno appassionati. La guida Grandi Champagne – una delle più autorevoli in tema di bollicine, di cui è uscita la quarta edizione, la 2018/2019 – è un ottimo strumento per conoscere e approfondire proprio questa infinità di proposte con 520 pagine che parlano di 100 produttori e più di 400 champagne recensiti. Da emiliana, ci tengo a sottolineare quanto alcune tipologie di champagne si abbinino perfettamente a molti piatti della nostra cucina. C’è anche questo in Guida. Proprio l’Emilia è da sempre molto sensibile e vicina al mondo delle bollicine: posso confermarlo, in quanto collaboratrice di Alberto Lupetti, uno dei più quotati critici al mondo di questo vino straordinario e autore della Guida. Come posso confermare che lo champagne è uno dei regali più graditi a Natale, e non solo dagli appassionati. Lo champagne è festosità imbottigliata. *master sommelier Alma-Ais, degustatrice ufficiale Ais, coautrice della Guida Grandi Champagne