MOSCA, DI MAGLIE AZZURRE in campo (purtroppo) non se ne sono viste, ma almeno sulle tavole russe le etichette tricolori hanno brillato. Anche se l’Italia non ha partecipato ai campionati del Mondo di calcio che terminano domenica, infatti, il Belpaese può consolarsi con il boom di vendite di vino in Russia. Dopo qualche anno di stanca dovuto anche alla forte svalutazione del rublo, infatti, gli acquisti di bottiglie tricolori hanno subito un inaspettato boom. I dazi e la guerra commerciale tra Unione Europea e Russia, insomma, non ha coinvolto il vino.

E COSÌ, NEL 2017, le importazioni di vino italiano in Russia sono aumentate del 37,9% in quantità e del 41% addirittura in valore. Sono stati venduti più o meno 800mila ettolitri di vino tricolore, pari a circa 230 milioni di euro, quasi un terzo delle importazioni enoiche totali (che hanno avuto un’impennata del +12,2% in volume e del 37,6% in valore). Se uno volesse mantenere il paragone calcistico, si potrebbe dire che l’Italia del vino ha segnato una bella doppietta. Coronata dalla conferma di essere il primo partner del Paese governato da Vladimir Putin, che almeno ai quarti di finale – e con una nazionale che, all’inizio, non era certo data tra le favorite – ci è arrivato. Occhio alla Francia, però, che ha mostrato i muscoli non solo sul rettangolo verde: i cugini d’Oltralpe hanno esportato 141 milioni di euro di loro etichette (+38%), mentre la Spagna – flop sportivo del Mondiale 2018 – insegue con oltre 130 milioni di euro. Merito anche della ristorazione: il cibo made in Italy, molto apprezzato in Russia, resta un veicolo privilegiato per diffondere anche la cultura enoica del nostro Paese.

A FARE LA DIFFERENZA è un comparto particolare: quello degli spumanti. L’import delle bollicine made in Italy nel 2017 vale oltre 120 milioni di euro (+39% circa) per quasi 300mila ettolitri (+31%) e con un prezzo medio al litro di 4,25 euro. Gli altri nettari che riempiono i calici dei cittadini di Mosca e San Pietroburgo sono i rossi Dop, a partire da quelli toscani, i più amati con oltre 7 milioni di euro di acquisti. Molto bene il Piemonte, che supera abbondantemente i 2 milioni di euro di bottiglie vendute, con un prezzo medio di 7,2 euro al litro. Infine, attenzione in crescita per le etichette a denominazione provenienti dal Veneto, rossi e bianchi si spartiscono un valore di circa 4 milioni di euro. Come dire: per un successo calcistico ci tocca aspettare gli Europei 2020, ma quanto meno in vigna teniamo ancora testa ai rivali.