Luca Bonacini
Luca Bonacini

TEMPO di neve e di settimane bianche per gli appassionati di sci che si riversano sulle piste dell’arco alpino. Tra le mete più amate l’Alta Badia, capace di coniugare come nessun’altra valle delle Dolomiti i panorami maestosi alle eccellenze enologiche e all’alta cucina. Al centro della scena sempre il vino altoatesino ospite d’onore in decine di eventi. Come ‘Sommelier in pista’, una rassegna di sei giornate che si concluderà a marzo, dove si scia tutto il giorno in compagnia di un maestro di sci e una volta arrivati al rifugio ci si affida all’esperienza di sommelier professionisti scelti dal Consorzio Vini Alto Adige, per degustare davanti al camino i migliori vini sudtirolesi. Oppure ‘Wine Skisafari’, giunto alla nona edizione e previsto per il 24 marzo, dove sciare con il maestro di sci e poi gustare i migliori vini bianchi, rossi e spumanti delle differenti zone dell’Alto Adige, in rifugi a 2000 metri di quota, insieme alle specialità tipiche e alle sonorità dal vivo di Gruppi musicali. Ma c’è anche ‘Colazione tra le vette’, al rifugio Las Vegas, dove essere i primi in pista al mattino, iniziando con una ricca colazione a base dei migliori prodotti dell’Alto Adige; o ancora ‘Skicarousel Vintage Party’, che il 6 e 7 aprile impegnerà i rifugi con una retrospettiva sulla cucina in voga negli anni ’70 e ’80.

UN TERRITORIO unico l’Alto Adige, che con i suoi tremila anni di storia rappresenta la zona enoica più antica del mondo germanofono. Ma è anche la più piccola area vitivinicola d’Italia: 20 i vitigni diversi che prosperano fra i 200 e i 1000 metri di quota, con 300 giornate di sole all’anno, favorite dal clima mite di tipo alpino continentale con le Alpi che fanno da contrafforte ai venti freddi che arrivano da nord; 160 aziende vinicole, grandi e piccole, che ogni anno producono 325mila ettolitri di vino, pari a un totale di quasi 40 milioni di bottiglie, il 60% bianchi e il 40% rossi. Tra i bianchi più apprezzati spiccano Pinot grigio, Gewürztraminer, Chardonnay e Pinot bianco, tra i rossi Schiava, Lagrein e Pinot nero, mentre sono 330mila le bottiglie di metodo classico prodotte.