Domenica 14 Aprile 2024

Emilia-Romagna, l’export è record: "Nel 2023 oltre quota 85 miliardi"

La locomotiva non si ferma malgrado alluvione e tensioni internazionali, prima per valore pro capite . In regione il settore della logistica conta 10mila imprese, 80.500 lavoratori e un fatturato di 13 miliardi.

Emilia-Romagna, l’export è record: "Nel 2023 oltre quota 85 miliardi"

Il terminal dei container del porto di Ravenna, uno dei grandi hub logistici

Al netto di guerre e tensioni internazionali, e nonostante l’alluvione, l’export dell’Emilia-Romagna chiude il 2023 bruciando un altro record: 85,1 miliardi di beni venduti all’estero. Nel 2022 erano 84,1, la crescita rallenta ma si consolida, davanti c’è solo la Lombardia. In termini assoluti, ovvero per volumi esportati, la Lombardia è ancora al primo posto, ma l’Emilia-Romagna stacca le altre regioni di diverse lunghezze per esportazioni pro capite: 19.219 euro per residente, quasi 181% del valore medio nazionale (10.641 euro), 2.000 euro in più del Veneto (16.929 euro per abitante) e 3.000 in più della Lombardia (16.396 euro). E le merci viaggiano sulle gambe di un settore, la logistica, che in regione conta circa 10mila imprese con oltre 80.500 lavoratori e lavoratrici, e un fatturato di 13 miliardi, il 16,2% del fatturato complessivo della logistica in Italia. Strade, ferrovie, porti, grandi vie di comunicazione. Le merci totali movimentate su strada toccano 238,46 milioni di tonnellate, in netta ripresa anche sul 2019 (+5,38%), ovvero prima dello tsunami (anche economico) determinato dalla pandemia. E nonostante hub ferroviari e portuali importanti (vedi il porto di Ravenna), quattro quinti delle merci si spostano su gomma, compreso il traffico stradale di attraversamento (dati del monitoraggio regionale). La movimentazione delle merci su strada rappresenta l’83,06% della movimentazione complessiva. Se si considerano invece le sole merci che hanno origine e/o destinazione in Emilia-Romagna, la modalità stradale è il 69,74%. Il 12,78% del trasporto complessivo di merci originate in Italia ha come origine o destinazione l’Emilia-Romagna, sostanzialmente in linea coi valori pre-Covid. L’autotrasporto in regione si presenta come "un settore molto complesso, articolato e in crescita", si legge nel monitoraggio della Regione. È composto da circa 8.000 imprese e da almeno un decennio registra incremento di fatturato, numero di lavoratori dipendenti e dimensione media delle imprese. E nelle principali piattaforme merci/interporti della regione (Bologna, Parma, Piacenza) sono già localizzate sedi primarie di operatori logistici leader nel comparto dell’e-commerce (corrieri espressi nazionali e internazionali, fornitori logistici strategici), oltre a molti operatori della commodity logistic (autotrasporto e movimentazione). E veniamo alla ferrovia. Il piano regionale dei trasporti (Prit 2025) ha riorganizzato l’Emilia-Romagna come un’unica piattaforma logistica, cercando di interconnettere nel modo più efficiente più modalità di trasporto. L’infrastruttura ferroviaria complessiva ha un’estensione di 1.679 km, mentre l’estensione totale della rete di interesse per il trasporto delle merci è di circa 1.400 km. Nel 2021, secondo il report della Regione, "si è registrato un rimbalzo record nel traffico ferroviario delle merci", che lo ha portato a raggiungere circa 21,5 milioni di tonnellate a fronte di una movimentazione complessivo di quasi 23 milioni.

"Nel 2022 – è il monitoraggio regionale – si osserva un sostanziale assestamento delle tonnellate, 21,8 milioni, dovuto agli effetti del protrarsi della guerra in Ucraina sul traffico di inerti, nonché al caro energia, che ha inciso pesantemente sulla competitività del trasporto ferroviario".