L’industria italiana di piastrelle di ceramica prova a reagire alla crisi post pandemia L’export torna a correre (foto A. Fiocchi)
L’industria italiana di piastrelle di ceramica prova a reagire alla crisi post pandemia L’export torna a correre (foto A. Fiocchi)

Scendono il numero di aziende e di addetti. Ma in termini meno critici (rispettivamente del 1,48% e del 2,96%) rispetto a quanto il Covid avrebbe potuto produrre. L’industria italiana di piastrelle di ceramica resta un settore strategico del Made in Italy. Che adesso tenta il rimbalzo post pandemico. Sono infatti incoraggianti i dati del primo semestre dell’anno in corso per il comparto che vanta 133 aziende e 18mila addetti e che vede una crescita nelle vendite all’estero del 12,6% (dopo la frenata dello scorso anno del 2,2% sul 2019). Crescono in particolare le commesse dai Paesi dell’Ue con valori che superano 1.664 milioni di euro nei primi sei mesi del 2021. Bene anche le esportazioni verso le Americhe (+8,4%) e verso l’Asia (+4,0%). Il totale dell’export si attesta oltre i 2 milardi e 710 milioni di euro, mentre il mercato interno supera i 467 milioni di euro.